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maltrattamenti in famiglia 

La moglie lo accusa Assolto anche grazie ai versi di una poesia

La moglie lo accusa Assolto anche grazie ai versi di una poesia

Tra i testimoni a difesa dell’imputato, quello più inconsueto è stato un poeta, cliente del bar che l’uomo frequentava insieme alla moglie. La coppia, secondo le accuse della donna, nel giugno del...

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Tra i testimoni a difesa dell’imputato, quello più inconsueto è stato un poeta, cliente del bar che l’uomo frequentava insieme alla moglie. La coppia, secondo le accuse della donna, nel giugno del 2012 avrebbe dovuto trovarsi in una crisi ormai irreparabile. Eppure i versi vergati “in diretta” dall’amico-poeta, il 4 giugno di quello stesso anno, li descrive mentre “si guardan negli occhi/ stan muti, l’un nell’altra incantati” per poi allontanarsi “gomito a gomito/ man nella mano”. Questi veri hanno avuto un ruolo non secondario nell’indurre il giudice Alessandra Testoni ad assolvere dall’accusa di maltrattamenti in famiglia un ingegnere cinquantenne, denunciato dalla moglie quando i due coniugi erano in fase di separazione. La coppia, sposata nel 1997 si era separata nel 2013, ma almeno dal 2007 la situazione - secondo quanto riferito dalla moglie, era precipitata per dissidi inconcliliabili. La donna aveva descritto uno stato di sopraffazioni, violenze e umiliazioni: schiaffi e insulti, ma anche riscaldamento al minimo, carta igienica contingentata, imposizione a usare saponette anziché il più costoso sapone liquido e l’obbligo, per lei e i figli, a vivere in uno scantinato per i continui lavori di ristrutturazione della casa. L’uomo si era difeso ridimensionando le accuse della ex moglie, e a sua difesa, oltre ai versi poetici, erano state prodotte anche le bollette del gas, tutt’altro che esigue. Il giudice, pur ritenendo genuina la testimonianza della moglie, ha assolto comunque l’imputato, difeso dall’avvocato Claudio Maruzzi, dall’accusa di maltrattamenti perché questi si configurano solo nella continuità di azioni violente e vessatorie, e non in quelli che ha ritenuto essere solo dissidi episodici. L’accusa di percosse è invece caduta per difetto di querela.

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