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Nel commercio stop alle aperture domenicali 

«Sbagliato sospendere il mercato» 

«Sbagliato sospendere il mercato» 

Bazzocchi (M5S): operatori danneggiati nella giornata di festa

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La scelta di vietare il mercato del venerdì per la concomitanza con le celebrazioni della Festa del 2 Giugno è stata sbagliata e ha messo in difficoltà decine di attività di commercio ambulante. Ne è convinto il M5S in un intervento sul commercio firmato dal consigliere comunale Alessandro Bazzocchi. «Critichiamo la scelta discriminatoria dell'amministrazione di questa città di annullare in maniera del tutto esclusiva ed arbitraria il solo mercato del venerdì in centro storico in occasione delle celebrazioni del 2 Giugno - scrive Bazzocchi a nome del movimento - In questo modo si danneggiano inutilmente le solite 90 aziende a conduzione familiare che coinvolgono circa 200 lavoratori addetti, a favore ancora una volta del decentramento verso le grosse catene». Bazzocchi inserisce l’osservazione in un discorso più ampio sul tema del commercio: «Nel nostro paese la normativa relativa agli orari degli esercizi commerciali è stata parzialmente liberalizzata fino a tutto il 2011 - scrive Bazzocchi - Dall’inizio del 2012, e quindi da più di 5 anni, grazie al governo Monti la liberalizzazione in materia di orari di fatto è totale». Gli eccessi di liberalizzazioni «penalizzano i piccoli negozi - sottolinea il consigliere pentastellato - costringendo imprenditori e lavoratori a sacrificare valori importanti come la famiglia ed il meritato riposo. Soprattutto soltanto la Grande Distribuzione Organizzata ne ha tratto un notevole vantaggio». La liberalizzazione totale degli orari, era stata “venduta” «come una norma che avrebbe favorito la concorrenza, l’aumento dei consumi e del Pil, come dell’occupazione - aggiunge Bazzocchi - Basta una veloce ricerca su Internet per vedere come nel Regno Unito, Francia e Germania le aperture domenicali, e tanto meno festive, rappresentano una eccezione e non la regola».
Il bilancio dei cinque anni è negativo su tutti i punti di fin qui visti, conclude il consigliere: non si è favorita la concorrenza «o meglio si è favorito un solo concorrente, la Grande Distribuzione Organizzata, a scapito delle altre componenti del mercato. Non a caso nel quinquennio, hanno chiuso ben 90.000 attività. Qual è quell’imprenditore che può permettersi di tenere aperto 365 giorni l’anno per 24 ore? Sull’occupazione i dati sono ancor più emblematici in questi ultimi 5 anni: sono infatti 180.000 i posti di lavoro persi nel commercio tradizionale».

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