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Ferrara Food, un’àncora di salvezza per i lavoratori 

Ferrara Food, un’àncora di salvezza per i lavoratori 

Argenta, mercoledì i sindacati saranno al Centro per l’Impiego di Ferrara Da discutere i nodi cassa integrazione e mensilità arretrate per i 13 dipendenti 

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ARGENTA. «L’importante era cercare di salvaguardare i lavoratori e l’obiettivo è stato raggiunto». Così Mirko Cavallini, segretario provinciale della Uila-Uil dopo l’intesa raggiunta con i commissari nominati dal tribunale di Forlì per la Sfir, proprietaria di Ferrara Food, la fabbrica che sorge nella zona artigianale di Argenta dove lavorano tredici dipendenti oltre ad un centinaio di stagionali (quest’anno questi ultimi rimarranno a bocca asciutta in quanto la campagna del pomodoro non si farà). Mercoledì i sindacati si recheranno al Centro per l’Impiego di Ferrara per definire gli accordi per la cassa integrazione ordinaria della durata di dodici mesi per i tredici lavoratori rimasti (erano 16 ma in questi ultimi mesi tre si sono dimessi). Il tribunale di Forlì-Cesena il 12 maggio scorso ha decretato l’apertura del concordato preventivo e da allora sono scattati i 120 giorni di tempo affinché la Sfir presenti un piano di ristrutturazione del debito. Tramontata, ma questo lo si poteva immaginare già qualche mese fa, la campagna del pomodoro, si vedrà nei prossimi mesi se ci sarà la possibilità di effettuare quella del 2018. I sindacati Flai-Cgil, segretario Cristiano Pistone e Uila-Uil rappresentato da Mirko Cavallini, aveva chiesto un incontro alla dirigente del Centro per l’Impiego, Barbara Celati, per poter discutere la delicata questione al fine di garantire la copertura economica per i lavoratori.
La procedura concorsuale prevede che tutti i crediti vengano congelati quando i lavoratori devono ancora percepire una mensilità oltre alla quattordicesima, pare però che la Sfir abbia la necessaria liquidità per pagare la mensilità arretrata oltre alla quattordicesima ed un anticipo della cassa Integrazione. Si tratta di questioni che andranno definite durante l’incontro di mercoledì poi la Sfir dovrà presentare il piano e si dovrà verificare se ci saranno interessi da parte di altre società verso la fabbrica argentana. Anche le organizzazioni professionali agricole rimangono alla finestra per vedere quale sarà l’evoluzione. Gli agricoltori vantano 11 milioni di euro dopo che hanno consegnato il pomodoro nella passata stagione. Le organizzazioni agricole sperano che la Sfir presenti un piano di rientro del debito che ha con gli agricoltori al fine di sanare una situazione che ha provocato non pochi contrasti e poter porre le basi per la campagna del pomodoro 2018 consegnando il prodotto a Ferrara Food, anziché rivolgersi ad altre aziende, soprattutto delle zone di Parma e Piacenza, che approfittando della situazione di Ferrara Food hanno fatto man bassa del pomodoro ferrarese.(m.bar.)

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