Quattrocento i bimbi da vaccinare
Senza non potranno entrare a scuola. Cosenza (Asl): pronti a partire
FERRARA. La battaglia sull’obbligo del vaccino è solo all’inizio. Tra adunanze di piazza e annunci di ricorsi al Tar si sta creando un fronte in Italia che intende avversare la decisione del governo di rendere obbligatoria la vaccinazione per i bambini fino a sei anni imponendo anche una sanzione per i genitori che non immunizzano i figli negli anni successivi.
A Ferrara l’Asl ha già iniziato a muoversi tenendo d’occhio la scadenza del 15 settembre, quando apriranno le scuole della regione. Mentre per asili e scuole materne la data sarà probabilmente anticipata, se l’apertura non coinciderà con quella della scuola pubblica. Il decreto dovrebbe essere pubblicato in Gazzetta Ufficiale entro un paio di giorni e, a quanto si sa, prevede 12 vaccinazioni obbligatorie. Per i bimbi da 0 a 6 anni il certificato sarà obbligatorio per essere ammessi alla frequenza, mentre per gli anni successivi scatterà una pesante sanzione a carico dei genitori che potrà poi essere rinnovata anno per anno.
«Abbiamo già incontrato i direttori scolastici - spiega Giuseppe Cosenza, direttore del Dipartimento di Sanità pubblica dell’Asl - e abbiamo ricevuto richieste di informazioni anche da parte dei sindaci. Ci stiamo organizzando per aggiornare anche gli amministratori locali, in modo che le famiglie abbiano diverse fonti a cui rivolgersi per avere risposte».
Per somministrare le vaccinazioni indicate dal decreto e poter entrare a scuola o all’asilo le famiglie hanno un centinaio di giorni a disposizione.
«Non ci aspettiamo una corsa disordinata e generale agli ambulatori - prosegue Cosenza - Durante alcuni incontri tecnici abbiamo individuato più o meno il numero dei bambini residenti in provincia che non sono vaccinati o hanno una copertura incompleta. Sono tra i 350 e i 450. Penso che ampliando un poco la rete degli ambulatori (al personale abbiamo già pensato) sarà possibile evitare situazioni di sovraffollamento, che potrebbero sempre capitare ma stiamo cercando di evitarle».
Questo è uno dei motivi per cui l’Asl sta cercando di adeguare anche il numero delle strutture alle quali potranno rivolgersi le famiglie che intenderanno mettersi in regola rispetto alle nuove disposizioni. Anche la crescita delle vaccinazioni obbligatorie (alle 4 che lo erano già - antidifterica, antitetanica, antipoliomelitica e antiepatite virale B - si aggiungeranno anti-pertosse, anti-meningococco B e C, anti-morbillo, anti-rosolia, anti-parotite, anti-varicella e il vaccino contro l’Haemophilus influenzae) metterà sotto pressione ambulatori, personale e famiglie. «Il modello che abbiamo adottato a Ferrara - osserva Cosenza - e cioè attuare una collaborazione operativa tra il personale dell’Igiene pubblica e i colleghi della Pediatria di comunità sta dando risultati concreti e potrebbe semplificare un passaggio che si presenta piuttosto complesso».
Tutta l’operazione si svolgerà all’interno di un processo che ha un coordinamento regionale. «Con la Regione abbiamo avuto frequenti contatti - conclude Cosenza - vedremo se ci saranno aggiornamenti. Noi comunque siamo quasi pronti, ormai, per rispondere alle domande e alle richieste delle famiglie ».
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