dopo la morte dell’operaio agricolo
Grazzi (Cgil): condizioni di lavoro inaccettabili
«Siamo stati di nuovo e dolorosamente spettatori di una ennesima morte sul lavoro che ha colpito nelle ultime ore un giovane operaio agricolo di Filo. Ci uniamo al dolore espresso dal sindacato dei...
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«Siamo stati di nuovo e dolorosamente spettatori di una ennesima morte sul lavoro che ha colpito nelle ultime ore un giovane operaio agricolo di Filo. Ci uniamo al dolore espresso dal sindacato dei lavoratori dell'agricoltura, ritenendo ingiustificabile quanto accaduto».
Così Riccardo Grazzi e Maria Rosa Cavallini, esponenti dei Rappresentanti dei Lavoratori per la Sicurezza della Cgil, sono intervenuti all’assemblea territoriale Rls-Elst Cgil sulla tragedia costata la vita a Ahmed Siffedine, il giovane operaio agricolo rimasto ucciso travolto da un trattore.
«A cattive condizioni di lavoro - hanno proseguito - corrispondono inuguaglianze di salute inaccettabili perché inique. Per questo la riduzione degli svantaggi e delle disuguaglianze di salute va affrontata rivendicando sia l'applicazione delle norme sia il cambiamento della cultura della impresa e la sua spesso deficitaria organizzazione. Una priorità da mettere in campo affinché diminuiscano gli infortuni e si azzerino soprattutto quelli che mettono a repentaglio la vita delle persone. Cosi come la povertà non è un destino nulla di ciò che riguarda le iniquità di salute è inevitabile, tanto meno gli infortuni e le morti sul lavoro».
©RIPRODUZIONE RISERVATA
Così Riccardo Grazzi e Maria Rosa Cavallini, esponenti dei Rappresentanti dei Lavoratori per la Sicurezza della Cgil, sono intervenuti all’assemblea territoriale Rls-Elst Cgil sulla tragedia costata la vita a Ahmed Siffedine, il giovane operaio agricolo rimasto ucciso travolto da un trattore.
«A cattive condizioni di lavoro - hanno proseguito - corrispondono inuguaglianze di salute inaccettabili perché inique. Per questo la riduzione degli svantaggi e delle disuguaglianze di salute va affrontata rivendicando sia l'applicazione delle norme sia il cambiamento della cultura della impresa e la sua spesso deficitaria organizzazione. Una priorità da mettere in campo affinché diminuiscano gli infortuni e si azzerino soprattutto quelli che mettono a repentaglio la vita delle persone. Cosi come la povertà non è un destino nulla di ciò che riguarda le iniquità di salute è inevitabile, tanto meno gli infortuni e le morti sul lavoro».
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