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Al S. Anna poco “campo”, si studia un sistema a isole

Al S. Anna poco “campo”, si studia un sistema a isole

Ferrara, la ricezione dei cellulari in ospedale è un problema e non sarà risolto con una sola antenna. Il progetto in corso prevede il potenziamento del segnale settore per settore

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FERRARA. «Pronto? Pronto?». Ma è già troppo tardi: il cellulare diffonde solo un silenzio tombale oppure un cinguettio a intermittenza che non potrebbe essere tradotto neppure dai più quaificati esperti di codici segreti.
La scena appena descritta non è un’invenzione, purtroppo è reale. Nelle stanze e nei corridoi del Sant’Anna si è ripetuta migliaia di volte da quanto l’ospedale di Cona è stato aperto, cinque anni fa: tra quelle mura il cellulare può diventare in effetti un oggetto inutile.
La copertura del segnale è a macchia di leopardo, come hanno imparato i tanti visitatori “peripatetici” che per intercettare il campo escono da camere e ambulatori e percorrono centinaia di metri nelle diverse direzioni per bloccarsi come statue al ricomparire sul display dell’icona che indica la presenza di una zona servita, magari con segnale debole (ma c’è).

Un problema sollevato a più riprese dall’utenza e dall’opinione pubblica che potrebbe essere affrontato e risolto a breve. Da tempo, infatti, l’azienda ospedaliera ha stanziato fondi specifici per migliorare la diffusione e la potenza del segnale telefonico all’interno del polo sanitario, che si estende su una superficie molto estesa moltiplicando quindi le possibilità che la copertura del servizio possa risultare discontinua.
Mancava un progetto che tenesse conto della particolarità della struttura e anche delle sue funzioni, che impongono di dosare con attenzione la potenza e la diffusione dei campi elettromagnetici.
Per questo motivo il Sant’Anna ha affidato al proprio ufficio tecnico il compito di valutare le soluzioni per migliorare la ricezione della telefonia mobile all’interno dell’intero complesso edilizio. E con l’aiuto dei tecnici Telecom è stato individuato il sistema che potrebbe “riempire i buchi”.

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E’ stata scartata l’idea di installare un palo di telefonia all’esterno dell’ospedale perché, come ha comunicato la stessa azienda telefonica al Sant’Anna, nonostante l’impianto consenta di non superare i limiti di legge previsti per questo tipo di emissioni (4 volt/metro), «considerando la natura sensibile dell’attività clinica che si svolge nella struttura e la necessità di mantenere diverse aree funzionali totalmente esenti da rischio di interferenza elettromagnetica, si è ritenuto a titolo cautelativo – come ha scritto il direttore amministrativo dell’azienda ospedaliera, Savino Iacoviello – che il tipo di impianto proposto non fosse la soluzione ottimale». Accantonata l’ipotesi di installare sul tetto un’antenna omnidirezionale, si sta ora studiando un progetto alternativo che prevede di portare «il segnale telefonico amplificato all’interno dell’edificio mediante collegamento via cavo. Da qui poi – precisa ancora Iacoviello in una comunicazione inviata al sindacato medico Anaao-Assomed – potrà essere distribuito in modalità selettiva solo nelle aree interne dell’ospedale libere da rischi di interferenza elettromagnetica».
In quei punti della struttura si provvederà quindi con un sistema a isole, tipo wi-fi, a irradiare il segnale e ad amplificarlo dove è necessario «mediante l’impiego di piccole antenne direzionali». La piena efficacia potrà essere raggiunta solo attraverso la mappatura delle zone dell’edificio dove la ricezione risulta più critica: lì sarà portato, potenziato e opportunamente direzionato il segnale.
Se il progetto otterrà l’ok definitivo, entro luglio il Sant’Anna potrebbe completarne la fase esecutiva. (gi.ca.)

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