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La lite dopo la partita Tornano a casa dal mare e lei lo accoltella  

di Samuele Govoni
La lite dopo la partita Tornano a casa dal mare e lei lo accoltella  

Tragedia ad Ambrogio, erano stati in spiaggia in compagnia delle figlie La donna poi chiama la sorella: è finita, è finita questa situazione. L’ho fatta finita

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AMBROGIO. «È finita, è finita questa situazione. L’ho fatta finita». Sono le parole dure, consapevoli e agghiaccianti di Lara Mazzoni, la donna che sabato in tarda serata ad Ambrogio, frazione di Copparo, ha ucciso il compagno, Mirko Barioni, con due coltellate e poi ha chiamato la sorella per dirglielo, per sfogarsi, per confessarsi. La familiare una volta riattaccato ha chiamato i carabinieri e il 118 come rapita da un tremendo presentimento. La paura che qualcosa di irreparabile fosse successo era fondata, e così è stato. La donna di circa 45 anni, ha ucciso il compagno (di cinque anni più giovane) al culmine di una lite sfociata in tragedia. Stando alle prime testimonianze e ai primi riscontri il rapporto tra i due era piuttosto “tormentato”, litigate e discussioni (anche pesanti) non erano un avvenimento raro. Da qualche tempo però le cose andavano leggermente meglio, o almeno così sembrava.
Sabato pomeriggio la coppia insieme alle figlie, una di tre anni nata dal rapporto tra i due e un’altra di quindici, nata da una precedente relazione della Mazzoni, si era recata al mare. Con loro c’era anche il fidanzatino della quindicenne, anch’egli minorenne e residente in un paese vicino ad Ambrogio. Avrebbe dovuto essere un sabato di festa, una gita in famiglia e forse, per alcuni momenti, così è anche stato. I cinque raggiungono Lido Nazioni poco dopo le 15 e alle 15.30 prendono posizione allo Chalet del Mare, affittano lettini e ombrellone e si godono una giornata di sole. Fa caldo e il termometro supera i trenta gradi. Sono circa le 18.30 quando la coppia, con le figlie e il fidanzatino, sceglie di spostarsi all’interno della sala televisione dello stabilimento balneare di Lido Nazioni per stare un po’ al fresco e aspettare l’inizio della finale di Champions League, Juventus-Real Madrid, che sarebbe cominciata alle 20.45. Nell’attesa e forse anche durante il match, l’uomo e la donna bevono qualche drink e probabilmente esagerano. Al termine della partita si rimettono in macchina per tornare a casa. Al volante dell’auto, un’Audi rs3 station wagon, si mette lei, Lara, che potrebbe aver bevuto qualche bicchiere di troppo ma comunque meno del suo compagno, Mirko, che si siede dal lato del passeggero. Il viaggio di ritorno non è un bel viaggio. La coppia discute, i toni si animano, i diverbi si accavallano, le voci si alzano. Il fidanzatino non viene riaccompagnato a casa, come invece doveva essere da programma (forse per un errore di percorso), resta a bordo dell’auto e arriva con il resto della famiglia ad Ambrogio. Una volta giunti a casa le figlie sarebbero entrate nell’abitazione e con loro anche la quarantacinquenne che però, dopo aver afferrato un coltello da cucina con una lama lunga 25 centimetri, torna in giardino e colpisce l’uomo con due fendenti. Uno all’omero e uno appena sotto la scapola. Ferite che non hanno lasciato scampo a Barioni. Il fidanzatino che assiste forse solo in parte alla scena, cerca di prestare soccorso. Tenta una disperata respirazione bocca a bocca e dopo aver tolto la maglia al ferito, maglia della Juventus indossata appositamente per la circostanza, effettua anche un massaggio cardiaco; ma è tutto inutile. Il 40enne muore dopo pochi istanti in giardino. Dopo il violento raptus la donna chiama la sorella e pochi minuti dopo nel giardino arrivano ambulanza e carabinieri. La Mazzoni confessa subito, dice di essere stata lei ad uccidere il compagno. I militari l’hanno tratta in arresto. Ieri pomeriggio è stata trasferita alla Dozza, il carcere femminile di Bologna. Gli inquirenti dovranno stabilire cosa ha scatenato un simile gesto e quanto in profondità affondino le radici del disagio, della frustrazione e dell’insofferenza che intaccava la stabilità della coppia. Dovrà anche essere appurato se difficoltà e incomprensioni di coppia avevano compromesso anche il rapporto con la figlia più grande.
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