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Perego s’immerge tra i pescatori «I porti sono luoghi d’incontro» 

Perego s’immerge tra i pescatori «I porti sono luoghi d’incontro» 

Il nuovo capo della diocesi è stato accolto ieri con grandissimo calore dalla comunità lagunare  Presenza inedita: prima la processione in città, poi l’arrivo sul peschereccio con la Madonna del mare

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COMACCHIO . Per la prima volta la processione lungo le vie cittadine e poi sul peschereccio Ornitorinco con l'effige della Madonna del mare, patrona di Porto Garibaldi, è stata impreziosita dalla partecipazione dell'arcivescovo. Appena insediatosi nell'arcidiocesi di Ferrara-Comacchio, mons. Gian Carlo Perego non ha difatti voluto mancare all'evento religioso, culminato proprio con la processione in mare e con il lancio di un omaggio floreale, in ricordo dei marinai caduti. Dai toni affabili e cordiali, dispensando sorrisi e saluti con la mano alzata, Perego, una volta sceso dal peschereccio, tra due ali di folla e gli stendardi degli 8 rioni di Porto Garibaldi, ha accettato di buon grado di scambiare due parole.
«Da sempre i porti sono luoghi importanti di incontro - ha dichiarato l'arcivescovo, prima di riprendere la strada del rientro a Ferrara -, autentici avamposti che creano occasioni di aggregazione e di scambi culturali. Sono luoghi fondamentali di incontro tra popoli e culture. Questa è una giornata di festa per la comunità - ha aggiunto mons. Perego -, e lo è anche per me per l'accoglienza che ho ricevuto».
La banda di Cona ha scortato il corteo con in testa gli scout, il Gonfalone del Comune, il sindaco Marco Fabbri, la giunta ed i rappresentanti di tutte le istituzioni militari, delle associazioni combattentistiche e d'arma. Alle 17 don Andrè Nayeton ha poi celebrato la messa, sempre in presenza delle autorità locali, mentre Perego, per altri impegni, ha lasciato la laguna. Ricorrendo all'esempio degli apostoli, il nuovo arcivescovo, anche nella sua prima trasferta, interamente vissuta tra Comacchio e Porto Garibaldi, ha fatto più volte ricorso alla metafora dei "pescatori di uomini".
La visita di Perego ha preso avvio al mattino da Comacchio con un ingresso simbolico in batana, accompagnato da don Ruggero Lucca, parroco del duomo. Roberto Guidi, uno dei batanieri dell'associazione culturale Marasue, dedita all'escursionismo in barca lungo i canali del centro storico, ha trasportato l'arcivescovo lungo il canale Maggiore, sino alla torre civica dell'orologio, dove quest'ultimo ha incontrato per la prima volta il sindaco Fabbri. La vestizione nella chiesa del Rosario e la processione tra Piazza Folegatti e Via Ugo Bassi hanno preceduto la messa celebrata nella concattedrale di San Cassiano, dove anche i volontari dell'Unitalsi hanno portato il loro caloroso benvenuto. «Non posso iniziare queste parole - ha detto Perego -, senza prima dire un grazie per la vostra accoglienza. Questo è per me l'inizio di una relazione di stima e di collaborazione per il bene comune». L'omelia è stata tutta incentrata sul richiamo ai principi della Pentecoste e dello Spirito Santo, quest'ultimo inteso come «guida che accompagna le azioni della chiesa nel rispetto della libertà, ma anche nel segno della solidarietà». Dopo essersi soffermato sulla centralità della Pentecoste, intesa come "alleanza tra Dio e l'Uomo", l'arcivescovo ha evocato il martirio di due santi ai quali Comacchio è particolarmente devota, San Cassiano, patrono della città, e San Maurelio, uno dei suoi primi vescovi. «Tutti operiamo per il bene comune - ha poi aggiunto l'arcivescovo - . Se l'invito al bene comune non trova risposta attrattiva, la chiesa rischia di diventare un castello di carte. Nello Spirito Santo invece crescono l'uguaglianza ed il rispetto, esso genera la pace, la speranza, il perdono, la gioia e l'uguaglianza». Durante la messa per l'arcivescovo sono arrivati anche i doni della terra, frutta e verdura, ma anche i pensieri voluti dagli alunni delle scuole. Il richiamo alla coesione e alla fratellanza ha raggiunto l'apice, quando mons. Perego, rivolgendosi alla folla numerosissima dei fedeli, ha esortato a «diffidare da chi esclude ed abbandona, tradendo i principi della Pentecoste. Lo Spirito Santo che ha unito diversi popoli nella stessa chiesa, rende gioiosi - ha concluso - nella fede e nella speranza». Alla celebrazione liturgica hanno preso parte tutti i parroci del territorio. Il prossimo appuntamento religioso che attende l'arcivescovo in laguna è quello che combacia con la festa del santo patrono, San Cassiano, ricorrenza che cade il 13 agosto. La speranza è quella che mons. Perego, dopo l'arrivo in batana di ieri mattina, possa scoprire un'altra realtà identitaria della comunità, nata e cresciuta sull'acqua, quella della regata storica di San Cassiano, che ha ormai superato 500 anni di storia. La manifestazione da sempre è promossa ed organizzata dall'Anmi di Comacchio.
Katia Romagnoli
©RIPRODUZIONE RISERVATA.

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