Rubati tutti gli strumenti alla chiesa pentecostale
Razzia nella notte in via Rossini per un furto nella comunità religiosa africana Spariti pianoforte, chitarre, tamburi. Il ministro del culto ha dei sospetti
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Quando ieri mattina il pastore della chiesa pentecostale Torre della preghiera Osahon Godwin di via Rossini 13 (zona di via Veneziani) è arrivato per aprire il tempio al culto domenicale, ha capito subito che durante la notte era accaduto qualcosa di spiacevole. Infatti il lucchetto con il quale era solito chiudere la porta a vetri dell’ingresso, non c’era più.
«Ero stato qui fino alle 19 di sabato – racconta – e quando sono andato via, tutto era regolare. Invece questa mattina dopo aver visto che la porta era stata aperta, entrando con il cuore in gola ho scoperto che ci avevano rubato tutti gli strumenti musicali che accompagnano le nostre funzioni ed i nostri canti». Mancano infatti un pianoforte, due chitarre, una batteria, due tamburi bongo, un organo ed altre cose che nella concitazione del momento non ha saputo quantificare compreso forse i soldi per l’affitto. Si tratta dunque di oggetti molto voluminosi, pesanti che una sola persona non avrebbe potuto rubare. «Sono sicuro – e non è difficile giungere a questa conclusione – prosegue - che non sia stato un solo ladro ma che siano stati in diversi uomini , dotati di forza e soprattutto di un mezzo di trasporto idoneo per contenere una simile refurtiva» . «Del resto – aggiunge la moglie del pastore – qui di notte non c’è nessuno perché la via e le strade circostanti sono solo sede di piccole industrie ed imprese che di notte sono chiuse e non controllate specialmente durante un lungo week end come quello appena passato».
Osahon Godwin ha chiamato subito il 113 ed una pattuglia è arrivata in brevissimo tempo per raccogliere dati ed informazioni; soprattutto i sospetti del derubato che pensa di sapere chi gli ha recato un danno così importante sia economicamente sia per la sua attività pastorale.
«Sono così sicuro – ha concluso amaramente – che ho già avvisato il mio avvocato con il quale mi recherò in Questura per fare denuncia spiegando i motivi per cui credo di conoscere chi e perché mi ha derubato». Nigeriano, questo ministro del culto accoglie nella sua chiesa molti connazionali ed anche di altri paesi africani che comunque anche senza strumenti musicali, ieri hanno ugualmente pregato e cantato al Signore. (m.g.)
«Ero stato qui fino alle 19 di sabato – racconta – e quando sono andato via, tutto era regolare. Invece questa mattina dopo aver visto che la porta era stata aperta, entrando con il cuore in gola ho scoperto che ci avevano rubato tutti gli strumenti musicali che accompagnano le nostre funzioni ed i nostri canti». Mancano infatti un pianoforte, due chitarre, una batteria, due tamburi bongo, un organo ed altre cose che nella concitazione del momento non ha saputo quantificare compreso forse i soldi per l’affitto. Si tratta dunque di oggetti molto voluminosi, pesanti che una sola persona non avrebbe potuto rubare. «Sono sicuro – e non è difficile giungere a questa conclusione – prosegue - che non sia stato un solo ladro ma che siano stati in diversi uomini , dotati di forza e soprattutto di un mezzo di trasporto idoneo per contenere una simile refurtiva» . «Del resto – aggiunge la moglie del pastore – qui di notte non c’è nessuno perché la via e le strade circostanti sono solo sede di piccole industrie ed imprese che di notte sono chiuse e non controllate specialmente durante un lungo week end come quello appena passato».
Osahon Godwin ha chiamato subito il 113 ed una pattuglia è arrivata in brevissimo tempo per raccogliere dati ed informazioni; soprattutto i sospetti del derubato che pensa di sapere chi gli ha recato un danno così importante sia economicamente sia per la sua attività pastorale.
«Sono così sicuro – ha concluso amaramente – che ho già avvisato il mio avvocato con il quale mi recherò in Questura per fare denuncia spiegando i motivi per cui credo di conoscere chi e perché mi ha derubato». Nigeriano, questo ministro del culto accoglie nella sua chiesa molti connazionali ed anche di altri paesi africani che comunque anche senza strumenti musicali, ieri hanno ugualmente pregato e cantato al Signore. (m.g.)
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