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I ladri non si fermano nemmeno davanti all’Ado 

I ladri non si fermano nemmeno davanti all’Ado 

Tre razzie di materiale nel cantiere che sta costruendo la Casa della Solidarietà. La presidente Furiani: i lavori procedono bene, peccato per questi episodi

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FERRARA. I ladri non si fermano nemmeno davanti alla Casa della solidarietà dell’Ado. «La ditta che sta posizionando le 20 stanze destinate ai degenti della futura Casa della solidarietà – spiega Daniela Furiani presidente Fondazione Ado –ha garantito che per novembre saranno ultimate. I lavori infatti procedono molto bene e già si intravede come sarà la struttura una volta terminata. L’impegno è grande ma stiamo continuando con fiducia sebbene i ladri non risparmino neppure un progetto così importante sul piano umano e sociale».


La zona dove è attivo il cantiere si trova in prossimità di via Beethoven vicino alla Casa di riposo S. Caterina ed alla Caserma dei vigili del fuoco ed è quindi facilmente raggiungibile da diverse parti senza dare nell’occhio ed è per questo che racconta Daniela Furiani, i furti a tutt’oggi sono già stati tre. «Tutti ai danni della ditta – prosegue – a cui hanno asportato attrezzatura edile ma la nostra preoccupazione è quando inizieremo a posizionare impianti utilizzando rame ed altri metalli e dopo quando arrederemo le stanze e tutto il resto. Non possiamo rischiare di subire altri furti e per questo utilizzeremo una vigilanza notturna che possa cautelarci contro eventuali malintenzionati».


Per dare visibilità a quanto si sta realizzando nella Casa del sollievo, per la trasparenza che non è mai troppa quando si tratta di utilizzare cifre consistenti come quelle necessarie per questo straordinario progetto, la presidente apre il cantiere la domenica pomeriggio per tutti coloro che desiderano visitarlo e rendersi veramente conto della grandiosità della Casa. «L’edificio a due piani già in via di ultimazione – prosegue la presidente – ospiterà la Sala dove sosteranno le salme, l’apparato tecnico di tutto lo stabile , la chiesa e due cucine, una per i pazienti ed una per il ristorante al quale sarà collegata. Questo sorgerà dove oggi c’è la collina che sarà spostata dietro a questo edificio con un’altezza di 9 metri, però proseguendo così da formare il tetto che risulterà alla fine, un grande prato su cui si potrà andare e dove i bambini potranno giocare. Anche le 20 stanze non avranno il tetto tradizionale bensì la continuazione di questo prato in un trionfo del verde. L’architetto infatti ha ideato questa originale soluzione nel rispetto dell’ambiente». (m.g.)
 

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