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«Jolanda non è terra di conquista Andava fatto prima» 

«Jolanda non è terra di conquista Andava fatto prima» 

Sala consiliare affollata per l’annuncio della lista del sindaco Nel prossimo consiglio comunale uscita dall’Unione al voto

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JOLANDA DI SAVOIA. Ieri sera alle 21, in perfetto orario, inizio del consiglio. In apertura, il sindaco Elisa Trombin ha dato lettura ad un documento sottoscritto da tutti i consiglieri della lista Insieme per Jolanda, in relazione alla decisione di abbandonare l’Unione Terre e Fiumi.
Documento breve e secco: «Non ci sono le condizioni per rimanere nell’Unione. I costi sono sproporzionati ed è necessario conquistare un respiro diverso in questo momento storico. In più non si vuole rinunciare alla scuola. Per questo è stato deciso di uscire dall'Unione. Anzi, forse – recita il documento - si doveva uscire prima. Nella prossima riunione del consiglio comunale decideremo l’uscita. Così non è possibile andare avanti. E Jolanda non è terra di conquista di nessuno».
Essendo una comunicazione del sindaco, dopo la lettura del breve documento non c’è stato dibattito, che evidentemente sarà rimandato al prossimo consiglio comunale. Per l’occasione in sala consiliare erano presenti numerosi cittadini del Comune di Jolanda, oltre a rappresentanti (ed ex) politici dell’intero territorio dell’Unione, specie del Comune di Copparo dall’ex Lega Nord Luana Veronese ad Alessandro Amà e Franca Orsini di Forza Italia, a rappresentanti del centro sinistra come Anna Celati e Adriano Boscolo.
A questo punto si è passato agli altri punti, cominciando, alla presenza del direttore Giovanni Stricchi e del tecnico Pietro Buzzi, dall'approvazione per modifiche richieste dalla legge per gli statuti di Cadf e Delta Web, con una serie interventi sulle norme su consigli di amministrazione, eccetera. Poi la convenzione tra i Comuni, la Provincia, la Bonifica, l’ente per la gestione dei parchi e l’Aipo per il coordinamento delle azioni integrative al piano regionale di controllo della nutria. Infine, è stato approvato il rendiconto della gestione per l'esercizio 2016.
Alessandro Bassi
©RIPRODUZIONE RISERVATA.

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