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«L’infermiera licenziata non è più in servizio» 

«L’infermiera licenziata non è più in servizio» 

Comacchio Soccorso: si è autosospesa dall’associazione di volontariato La Cgil: sul settore controlli di Finanza e Ufficio Lavoro, che esito hanno dato? 

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FERRARA, «Vogliamo sapere qual è stato l’esito delle verifiche compiute nei mesi scorsi in tutta la provincia dall’Ufficio territoriale del Lavoro e dalla Guardia di Finanza. Continuiamo a ripetere che rispettiamo il volontariato e ne riconosciamo l’alto valore sociale, ma non può sostituire il lavoro a contratto, quello retribuito, regolare». Natale Vitali, segretario provinciale della Funzione pubblica Cgil, chiede «chiarezza» e «trasparenza» in un ambito che non più di qualche mese fa è stato letteralmente avvelenato dalla polemica con l’Asl e con alcune associazioni locali, dopo che l’azienda sanitaria territoriale aveva affidato una quota di servizi di trasporto dei pazienti precedentemente a carico della coop Cidas (la Postazione 2) ad un’organizzazione di volontariato, Comacchio Soccorso. La stessa organizzazione per la quale prestava servizio l’infermiera licenziata dal Sant’Anna con l’accusa di aver effettuato prestazioni da autista soccorritore volontario in ambulanza senza l’autorizzazione dell’azienda ospedaliera e in orari per i quali l’operatrice risultava in malattia al pronto soccorso del, dove era occupata come dipendente a tempo indeterminato.

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Contro questo provvedimento l’infermiera ha già annunciato l’intenzione di presentare ricorso attraverso il suo avvocato, Daniela Bellettini, che contesta in toto le ragioni esposte dal Sant’Anna. Ivan Ghirardelli, il presidente di Comacchio Soccorso, definisce la collaboratrice «un’infermiera molto preparata» ma spiega che «da qualche tempo non esegue servizi per la nostra associazione perché si è autosospesa. Sul caso specifico del licenziamento non ho niente da dire: c’è una causa legale in corso e decideranno i giudici. Voglio che sia chiaro un concetto però: questa non è una vertenza di lavoro che coinvolge la nostra associazione».

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Più in generale, rispetto all’attività del sodalizio, Ghirardelli sottolinea che il personale volontario «non viene retribuito, ha diritto a un rimborso spese chilometrico e al buono pasto, come prevedono le norme».
Ma la Cgil torna all’attacco. «Non voglio entrare nel merito della vicenda del licenziamento, che ha un suo percorso autonomo e sulla quale si esprimeranno i giudici - commenta Natale Vitali - voglio ricordare che noi sulla questione dei rapporti tra volontariato e aziende sanitarie, che ha prodotto alcuni effetti che abbiamo fortemente contestato, non intendiamo fare nessun passo indietro. A prescindere dal caso dell’infermiera licenziata, descritto dalla Nuova, continuiamo quindi a chiedere che siano fatti i dovuti controlli su chi fornisce servizi di volontariato a committenti pubblici, e non solo a livello locale e in sanità. Rispettiamo il volontariato ma ora vogliamo sapere se gli accertamenti eseguiti a tappeto nei mesi scorsi in tutta la provincia hanno fatto emergere situazioni critiche o irregolari. La gente lo deve sapere». (gi.ca.)

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