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Organico, quante spine Più aiuti dalle famiglie 

Organico, quante spine Più aiuti dalle famiglie 

Il bilancio dell’anno che si sta per concludere con l’analisi di tre dirigenti «Bene l’alternanza lavoro, problemi per il personale sotto il fabbisogno»

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L’anno scolastico è ormai agli sgoccioli, domani suonerà l’ultima campanella ed è tempo di bilanci. Per sapere come è andato il percorso formativo e didattico, abbiamo contattato alcuni dirigenti scolastici di istituti superiori e comprensivi della città. Alcuni tasti più dolenti riguardano i rapporti con le famiglie, che non sempre si mostrano collaborative; poi, l’incertezza normativa, il carico eccessivo di lavoro per i dirigenti scolastici cha hanno la reggenza in altri istituti. Soddisfatta dell’anno scolastico trascorso è Roberta Monti, dirigente dell’istituto alberghiero “Orio Vergani”.
«Un anno di grandi soddisfazioni, anche se non sono mancati i classici problemi che trovo da quando faccio questo lavoro. È una soddisfazione che l’istituto alberghiero abbia raggiunto un’ottima reputazione».
Uno dei punti di cui è più contenta la dirigente è l’alternanza scuola lavoro, con gli studenti impegnati in Inghilterra, Francia, Spagna «in luoghi di eccellenza,e molti al termine saranno assunti».
Per quanto riguarda il personale, la dirigente spiega che «per l’organico di diritto ci sarà da lavorare chiedendo risorse in più rispetto a quelle che ci sono state concesse quest’anno. Ma è una situazione che si ripete sempre, e l’istituto non è mai stato sotto organico».
Per quanto concerne i rapporti con le famiglie, «l’utenza è abbastanza difficile,c’è ancora la mentalità che chi non è bravo va negli istituti professionali. Abbiamo famiglie problematiche, ma con il dialogo e l’ascolto si smussano le criticità», spiega Monti.
Fabio Muzi, dirigente del Centro Provinciale per l’Istruzione degli adulti e reggente dell’istituto comprensivo “Alberto Manzi”, fa sapere che come reggente il tempo dedicato alla seconda scuola è poco, «problema che riguarda tutte le reggenze, perché si toglie energia alla scuola principale».
Il bilancio è abbastanza positivo, «nonostante la realtà dell’istituto sia molto articolata, 10 scuole di tre comuni diversi. Tra le criticità, i rapporti con le famiglie. «Sicuramente è stato il tasto che ha segnato maggiori difficoltà. Aumentano le prese di posizione delle famiglie verso gli insegnanti, la scuola, le istituzioni».
Ma a compensare questo, ci sono i comitati di genitori. «Sono due realtà che coesistono, e le ultime si attivano per sostenerci»,continua Muzi. Come dirigente del Cpia, Muzi è soddisfatto dell’aumento di iscritti,il 20% in più rispetto allo scorso anno. «Una crescita che ci dà grosse soddisfazioni» commenta Muzi. Proprio in virtù dell’incremento di iscritti però, l’organico non è bastato, «ci aspettiamo di avere qualche unità in più il prossimo anno per coprire il fabbisogno».
Quello che sta per concludersi “è stato un anno tormentato”, dice il dirigente scolastico del liceo scientifico “A. Roiti” Donato Selleri. «Tormentato per una serie di stop and go relativi alla Buona Scuola, procedure modificate in corso d’opera, esami di maturità che dovevano modificare e sono cambiati solo in parte. A monte c’è stato un grosso lavoro, in parte poi cambiato».
In merito al documento approvato dall’assemblea delle scuole autonome, il dirigente spiega che «la situazione è precaria, i carichi di lavoro enormi, da 2/3 anni abbiamo responsabilità enormi senza che ci sia un corrispettivo economico e professionale. Siamo la metà dell’organico, molti di noi hanno due scuole, la segreteria è ridotta all’osso, mancano applicati, assistenti, Dsga. Un quadro complicato che ci ha portato ad aderire al documento che arriverà al Ministro dell’Istruzione».
Veronica Capucci

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