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Ustionato resta grave al Bufalini 

Ustionato resta grave al Bufalini 

Migliarino: shottino prende fuoco, le fiamme aggrediscono un trentenne che ora è in prognosi riservata

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MIGLIARINO. Resta ricoverato al centro grandi ustionati all’ospedale Bufalini di Cesena il ragazzo di 32 anni che l’altra sera è rimasto ustionato mentre con amici si trovava in un locale della zona di Migliarino. La dinamica dell’incidente non è ancora stata chiarita, quello che è certo è che il giovane ha riportato gravi ferite al viso, al torace, all’addome e a entrambe le braccia. Ricoverato in prognosi riservata in gravi condizioni, il giovane avrebbe, stando a quanto comunicato dai medici, ustioni sul 35% del corpo. Il trentaduenne attualmente si trova in coma farmacologico. Alla base di questo incidente che si è trasformato in un incubo ci sarebbe uno shottino, uno di quei superalcolici che vengono incendiati prima di essere ingeriti. L’alcol presente nel bicchiere si infiamma, si aspetta che il fuoco si estingua e poi si “butta giù” o lentamente a piccoli sorsi o tutto d’un fiato, dipende dalle scuole di pensiero.


Cosa sia andato storto l’altra sera ancora non si è capito. Come ha fatto la maglietta del ragazzo a prendere fuoco? Il bicchiere è caduto? Lui è stato urtato e ci ha preso contro? Ha sollevato il bicchiere che gli è scivolato finendogli addosso? Sono tutte domande a cui ora è prematuro dare risposte. Le forze dell’ordine intervenute sul posto nella notte tra sabato e domenica, poco dopo le due, stanno svolgendo tutte le indagini del caso per ricostruire gli ultimi attimi che hanno preceduto l’incidente. Anche le persone presenti nel locale in quel momento potrebbero riferire testimonianze e dettagli importanti per stabilire quanto accaduto. Il giovane intanto resta al Bufalini di Cesena. Tanti i messaggi che ha ricevuto da familiari e amici che in queste ore, venendo a conoscenza dell’accaduto lo esortano a “non mollare”. I medici per il momento non si sbilanciano e mantengono l’estremo riserbo. Sono ore delicate, ore in cui anche il personale sanitario dovrà valutare e stabilire come meglio intervenire sul giovane ferrarese.
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