Furti e spaccio di droga, stangata la banda
Tresigallo, condanne per la famiglia Lomasto e i complici, compresa la domestica-basista
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TRESIGALLO. Una stangata per la “famiglia droga e furti”. Sfilza di condanne, ieri in tribunale, per la banda arrestata a metà marzo dai carabinieri di Ferrara e Copparo con l’accusa di aver organizzato una rete di spaccio di stupefacenti tra Ferrara, Tresigallo e Formignana, e di aver compiuto un grosso furto ai danni di un professionista ferrarese con la collaborazione della domestica-basista. Un altro reato, inquietante perché quasi una fotocopia della rapina mortale ai danni del pensionato di Aguscello Pierluigi Tartari, non è stato incluso nel capo di imputazione per un semplice motivo: perché durante le indagini coordinate dal pm Giuseppe Tittaferrante i carabinieri erano riusciti a intercettare il piano ai danni di un commerciante di Tresigallo, e a prevenirlo con una serie di controlli e pattugliamenti attorno alla casa della mancata vittima che secondo i malviventi doveva essere sequestrata, picchiata e rapinata.
Arresti che avevano fatto il giro del paese, quelli di quasi tre mesi fa, perché avevano coinvolto un’intera famiglia trasferita da poco a Tresigallo da Napoli, i Lomasto, della quale il padre Giuseppe, 53 anni, è un pregiudicato ritenuto un elemento di spicco del clan camorristico Alleanza di Secondigliano. È proprio al “capo” ieri, in abbreviato (dunque con uno sconto di pena di un terzo) è arrivata la condanna più pesante: 4 anni e due mesi di reclusione, più 600 euro di multa.
L’uomo doveva rispondere di grosse cessioni di stupefacente (sei etti e mezzo di marijuana e oltre un chilo e mezzo di hashish) ai pusher alle loro dipendenze, incaricati di smerciare la droga tra il Copparese e Ferrara; gli era contestato anche il furto avvenuto nel dicembre 2016 in una casa di via Fondobanchetto, a Ferrara, dove erano stati sottratti un orologio, oggetti di antiquariato e altri oggetti di valore per un totale di circa cinquemila euro.
Il bottino era stato in seguito trovato dai carabinieri durante quello che sembrava solo un “normale” controllo stradale. I ladri si erano giustificati spiegando di aver acquistato la merce in un mercatino. I militari avevano finto di crederci, per lasciare alla banda ancora abbastanza spago per imbrigliarsi, ma la merce era stata comunque sequestrata come oggetti di provenienza dubbia. Dubbi invece gli inquirenti non ne avevano, consapevoli che era la refurtiva del furto di via Fondobanchetto.
Ad aiutare i ladri nell’impresa era stata secondo la procura la domestica ucraina Halyna Yaichnyk, fornendo preziose dritte ai complici nonché le chiavi dell’appartamento del suo datore di lavoro. Anche per la donna il conto presentato dalla giustizia è stato puntuale: due anni e due mesi di reclusione e 200 euro di multa per furto aggravato in concorso e l’espulsione dall’Italia.
Tra gli arresti, inoltre, aveva fatto scalpore quello di Emanuele Lomasto, ventenne incensurato, conosciuto e apprezzato in paese per la sua militanza nella squadra dei Tresigallo calcio: il ragazzo, difeso dall’avvocato Giacomo Forlani, ha patteggiato 2 anni e 4 mesi per furto e spaccio.
Il fratello maggiore Francesco Lomasto, 34 anni, è stato invece condannato a 2 anni e 8 mesi e 7200 euro di multa per aver minacciato di morte con una pistola, in un bar del Paese, due persone che non avevano ubbidito ai suoi ordini, e che dovranno essere risarcite.
Sul banco degli imputati è finito anche Maurizio Morra, assolto dal reato di traffico di stupefacenti ma condannato a tre anni, dieci mesi e venti giorni per il furto.
Infine uno dei pusher utilizzati dalla banda è stato condannato a 5 mesi e 10 giorni con la condizionale e la non menzione nel casellario giudiziale.
Alessandra Mura
Arresti che avevano fatto il giro del paese, quelli di quasi tre mesi fa, perché avevano coinvolto un’intera famiglia trasferita da poco a Tresigallo da Napoli, i Lomasto, della quale il padre Giuseppe, 53 anni, è un pregiudicato ritenuto un elemento di spicco del clan camorristico Alleanza di Secondigliano. È proprio al “capo” ieri, in abbreviato (dunque con uno sconto di pena di un terzo) è arrivata la condanna più pesante: 4 anni e due mesi di reclusione, più 600 euro di multa.
L’uomo doveva rispondere di grosse cessioni di stupefacente (sei etti e mezzo di marijuana e oltre un chilo e mezzo di hashish) ai pusher alle loro dipendenze, incaricati di smerciare la droga tra il Copparese e Ferrara; gli era contestato anche il furto avvenuto nel dicembre 2016 in una casa di via Fondobanchetto, a Ferrara, dove erano stati sottratti un orologio, oggetti di antiquariato e altri oggetti di valore per un totale di circa cinquemila euro.
Il bottino era stato in seguito trovato dai carabinieri durante quello che sembrava solo un “normale” controllo stradale. I ladri si erano giustificati spiegando di aver acquistato la merce in un mercatino. I militari avevano finto di crederci, per lasciare alla banda ancora abbastanza spago per imbrigliarsi, ma la merce era stata comunque sequestrata come oggetti di provenienza dubbia. Dubbi invece gli inquirenti non ne avevano, consapevoli che era la refurtiva del furto di via Fondobanchetto.
Ad aiutare i ladri nell’impresa era stata secondo la procura la domestica ucraina Halyna Yaichnyk, fornendo preziose dritte ai complici nonché le chiavi dell’appartamento del suo datore di lavoro. Anche per la donna il conto presentato dalla giustizia è stato puntuale: due anni e due mesi di reclusione e 200 euro di multa per furto aggravato in concorso e l’espulsione dall’Italia.
Tra gli arresti, inoltre, aveva fatto scalpore quello di Emanuele Lomasto, ventenne incensurato, conosciuto e apprezzato in paese per la sua militanza nella squadra dei Tresigallo calcio: il ragazzo, difeso dall’avvocato Giacomo Forlani, ha patteggiato 2 anni e 4 mesi per furto e spaccio.
Il fratello maggiore Francesco Lomasto, 34 anni, è stato invece condannato a 2 anni e 8 mesi e 7200 euro di multa per aver minacciato di morte con una pistola, in un bar del Paese, due persone che non avevano ubbidito ai suoi ordini, e che dovranno essere risarcite.
Sul banco degli imputati è finito anche Maurizio Morra, assolto dal reato di traffico di stupefacenti ma condannato a tre anni, dieci mesi e venti giorni per il furto.
Infine uno dei pusher utilizzati dalla banda è stato condannato a 5 mesi e 10 giorni con la condizionale e la non menzione nel casellario giudiziale.
Alessandra Mura
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