«Il tempo è galantuomo Sul Fitd avevamo ragione»
La reazione del presidente della Fondazione Carife alle dichiarazioni di Visco Maiarelli: faremo ricorso al Consiglio di Stato contro il Tar sul “salvabanche”
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Sta prendendo l’aereo dopo aver fatto il check-in, ma nonostante la fretta, cinque minuti di tempo per parlare al telefono Riccardo Maiarelli li trova di buon grado. Soprattutto per commentare le ultime esternazioni del presidente della Banca d’Italia, Ignazio Visco sulla possibilità di salvare la Carife con il fondo interbancarie. Soluzione tardiva che suona come una beffa per tanti azionisti e obbligazionisti della banca ferrarese e delle altre bad bank che hanno perso soldi con il contestato decreto “salvabanche”.
Il presidente della Fondazione Carife, l’ente che più di ogni altro ha subito danni dall’azzeramento dei titoli, preannuncia che è già stata presentata l’istanza di ricorso al Consiglio di Stato contro la sentenza del Tar che rendeva legittimo il decreto “salvabanche”.
«Queste nuove dichiarazioni di Visco – attacca deciso Maiarelli – indicano innanzitutto come il tempo sia galantuomo. In pratica ci stanno danno ragione i fatti prima ancora che i tribunali. Avevamo già trovato un’intesa con la Banca d’Italia per l’intervento del fondo interbancario nell’assemblea del 30 luglio 2015. Poi è stata fatta un’ingiustizia colossale. A questo punto non resta che confidare in un’azione risarcitoria, anche se i danni fatti con il salvabanche sono state incalcolabili. Le responsabilità della Banca d’Italia, e rischio di ripetermi, sono state chiare fin dall’inizio, come quelle governative a livello nazionale. Oltre a questo va sottilineato il fatto, molte volte taciuto, che fu proprio la Banca d’Italia a perorare l’aumento di capitale del 2011. Un’operazione che ha rastrellato 150 milioni euro, che dopo quattro anni sono stati gettati al vento. Penso che questi siano i fatti. Non ci stancheremo di dire che è stata compiuta una grossa ingiustizia nei nostri confronti e in quella di migliaia di risparmiatori».
In effetti le dichiarazioni di Visco sull’intervento del Fitd, sono come un coltello rimesso in una piaga che continua a fare male per l’economia ferrarese e per tanti risparmiatori.
Non va dimenticato che con il decreto salvabanche, che di fatto ha annullato la risoluzione dell’intervento del Fitd annunciata appena quattro mesi prima, ha di fatto dilapidato tutto il patrimonio della Fondazione detentrice di oltre la metà del pacchetto azionario.
Tra l’altro dopo un anno e mezzo dal salvabanche esistono ancora molti problemi sui cosiddetti “rimborsi” agli obbligazionisti subordinati. Non tutti quelli risarciti all’80% del capitale sottratto sono stati liquidati.
Senza considerare che quei possessori di bond che non rientravano nel tardivo provvedimento di risarcimento del maggio 2016 - reddito superiore ai 35mila euro e patrimonio mobiliare superiore ai 100mila euro - sono ancora alla ricerca di un strumento per avere restituita almeno una parte dei risparmi perduti in quanto il famoso decreto sugli arbitrati ancora non decolla. Un pasticcio a cui non è stato ancora posto rimedio.
Il presidente della Fondazione Carife, l’ente che più di ogni altro ha subito danni dall’azzeramento dei titoli, preannuncia che è già stata presentata l’istanza di ricorso al Consiglio di Stato contro la sentenza del Tar che rendeva legittimo il decreto “salvabanche”.
«Queste nuove dichiarazioni di Visco – attacca deciso Maiarelli – indicano innanzitutto come il tempo sia galantuomo. In pratica ci stanno danno ragione i fatti prima ancora che i tribunali. Avevamo già trovato un’intesa con la Banca d’Italia per l’intervento del fondo interbancario nell’assemblea del 30 luglio 2015. Poi è stata fatta un’ingiustizia colossale. A questo punto non resta che confidare in un’azione risarcitoria, anche se i danni fatti con il salvabanche sono state incalcolabili. Le responsabilità della Banca d’Italia, e rischio di ripetermi, sono state chiare fin dall’inizio, come quelle governative a livello nazionale. Oltre a questo va sottilineato il fatto, molte volte taciuto, che fu proprio la Banca d’Italia a perorare l’aumento di capitale del 2011. Un’operazione che ha rastrellato 150 milioni euro, che dopo quattro anni sono stati gettati al vento. Penso che questi siano i fatti. Non ci stancheremo di dire che è stata compiuta una grossa ingiustizia nei nostri confronti e in quella di migliaia di risparmiatori».
In effetti le dichiarazioni di Visco sull’intervento del Fitd, sono come un coltello rimesso in una piaga che continua a fare male per l’economia ferrarese e per tanti risparmiatori.
Non va dimenticato che con il decreto salvabanche, che di fatto ha annullato la risoluzione dell’intervento del Fitd annunciata appena quattro mesi prima, ha di fatto dilapidato tutto il patrimonio della Fondazione detentrice di oltre la metà del pacchetto azionario.
Tra l’altro dopo un anno e mezzo dal salvabanche esistono ancora molti problemi sui cosiddetti “rimborsi” agli obbligazionisti subordinati. Non tutti quelli risarciti all’80% del capitale sottratto sono stati liquidati.
Senza considerare che quei possessori di bond che non rientravano nel tardivo provvedimento di risarcimento del maggio 2016 - reddito superiore ai 35mila euro e patrimonio mobiliare superiore ai 100mila euro - sono ancora alla ricerca di un strumento per avere restituita almeno una parte dei risparmi perduti in quanto il famoso decreto sugli arbitrati ancora non decolla. Un pasticcio a cui non è stato ancora posto rimedio.
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