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convegno sul credito

La rabbia dei No Salvabanche 

La rabbia dei No Salvabanche 

Odorici (Bper): non abbiamo la bacchetta magica. Tagliani: fate presto 

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FERRARA. «Per acquisire fiducia servono decenni, per perderla bastano pochi minuti. In 150 di vita mai uno scandalo, è questo l'ottimismo della credibilità che porteremmo a Ferrara».

Luigi Odorici (Bper) parla al condizionale: l'acquisizione di Nuova Carife da parte di Bper, la banca di cui è presidente, è tuttora in fase di autorizzazione. Ma a pochi giorni dal possibile via libera (per la data del closing si ipotizza il 17 giugno) quella di ieri è sembrata una presentazione pubblica a tutti gli effetti del nuovo “padrone” dell'istituto di credito locale.

Al convegno di Federconsumatori la parola d'ordine è “fiducia”, la grande assente tra i risparmiatori danneggiati dal crac. Da Odorici arriva una doccia fredda (ampiamente messa in preventivo) circa il passato, «non entro nel merito delle vicende che competono alle istituzioni e alla magistratura: il nostro ingresso non può risolvere quei problemi, non abbiamo la bacchetta magica, e il tema dei rimborsi agli azionisti truffati ci è del tutto estraneo».

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Piuttosto il presidente di Bper punta su un'immagine virtuosa, in controluce rispetto a quella rovinosa di Carife: «Siamo passati dall'essere una piccola banca fino a rappresentare la sesta realtà del Paese. Facendo quel che dovevamo per diventare affidabili e competitivi: quando i ricavi sono diminuiti, si sono ridotti i costi organizzativi, passando dal modello federale a quello di banca unica, con meno uffici e dipendenti. Gli accantonamenti sono stati triplicati». Insomma, la solidità che Odorici rivendica assieme alla «trasparenza e all'attenzione alle esigenze dei territori».

L'acquisizione di Carife, spiega il numero uno di Bper, «è per noi la premessa di tornare a fare credito a Ferrara», mentre l'obiettivo è all'insegna del buon senso di provincia, ossia quello di «lasciare una banca migliore di come si era trovata».

Non deve essere impresa impossibile e Odorici lo ha provato sulla propria pelle: nel suo debutto in città si è trovato nel bel mezzo di una contestazione organizzata dal Comitato No Salvabanche, che rivendicava la possibilità di intervenire, in seguito consentita dagli organizzatori a Milena Zaggia.

In Camera di Commercio è intervenuto Tiziano Tagliani, anch'egli in leggero pressing su Bper: «Dovrebbe farsi carico - ha detto il sindaco - di una situazione di mercato locale in cui i risparmiatori sono fortemente scoraggiati. Non certo tramite il ristorno delle colpe che altri hanno causato, quanto piuttosto grazie a un'iniezione di fiducia e a un recupero di credibilità del sistema che farebbe bene a tutti».

Auspicio del sindaco è che il passaggio di proprietà si concluda rapidamente e, ha aggiunto ironicamente, «è giusto che io mi preoccupi di un'acquisizione bancaria e della sua soluzione: sarei disposto ad affrontare le accuse che ha dovuto fronteggiare il ministro Boschi», a proposito di Banca Etruria. Nel corso del convegno, moderato da Roberto Zapparoli di Federconsumatori Ferrara e con relazioni di dirigenti regionali e nazionali dell'associazione di piazza Verdi, sono intervenuti anche l'economista Marcello Minenna, che ha analizzato da un punto di vista macroeconomico e critico le vicende del credito di questi anni, e il presidente di Legacoop Emilia Romagna Giovanni Monti, il quale ha trattato i casi di fallimento di alcuni colossi emiliani dell'edilizia.

Fabio Terminali
 

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