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Sindacati al Comune «Così fate morire le biblioteche»

di Marcello Pulidori
Sindacati al Comune «Così fate morire le biblioteche»

Il sistema bibliotecario in città? «Cronaca di una morte annunciata?». Se lo chiede Corrado Oddi delle Rsu del Comune di Ferrara nonché bibliotecario alla “Bassani” di Barco (nella foto), in una...

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Il sistema bibliotecario in città? «Cronaca di una morte annunciata?». Se lo chiede Corrado Oddi delle Rsu del Comune di Ferrara nonché bibliotecario alla “Bassani” di Barco (nella foto), in una lunga riflessione sulla condizione delle biblioteche.

«Ferrara continua a mantenere un buon sistema - ammette Oddi - di biblioteche ed archivi di gestione comunale. Esso è stato costruito su un utile equilibrio tra conservazione del patrimonio librario e promozione della pubblica lettura, e tra centro e periferia, basato sull'integrazione tra la biblioteca Ariostea e le 4 biblioteche di quartiere (Bassani a Barco, Rodari in via Bologna, Luppi a Porotto e Tebaldi a San Giorgio), a loro volta in connessione più vasta con tutte le biblioteche esistenti nel territorio provinciale. Questo punto di partenza non può però occultare debolezze e rischi di declino e impoverimento. Ora - prosegue Oddi - ci tocca vedere scelte da parte del Comune che hanno un carattere regressivo. In questi ultimi anni sono fortemente diminuite le risorse per l'acquisto dei libri destinati alle biblioteche: sia nel 2015 che nel 2016 sono stati messi a disposizione, complessivamente per tutte e 5 le biblioteche, 40.000 € per anno, mentre ancora nel 2010 e 2011 tali risorse ammontavano, rispettivamente, a 80.000 e 100.000 €. Nè si può dire che i 50.000 € stanziati dal Comune per il 2017 costituiscono una seria inversione di tendenza rispetto al dimezzamento dei finanziamenti registratosi in questi anni». Poi la riflessione finale: «Sarebbe utile - conclude Oddi - che il Comune compisse altre scelte e che si producesse una discussione larga sul sistema bibliotecario e sulla produzione e diffusione della cultura nella città. Chissà, magari verrebbero fuori idee interessanti e un futuro da costruire insieme».

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