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la polemica sulla cultura 

«Biblioteche non a rischio» 

«Biblioteche non a rischio» 

Maisto: anzi, ne apriremo un’altra. Tagliani: il nostro un polo solido

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«Respingiamo al mittente sia i dati che le considerazioni di Corrado Oddi». Il Comune replica al suo dipendente, nonché rappresentante sindacale, che criticava i disinvestimenti dell’amministrazione nel settore biblioteche paventando addirittura una “morte annunciata” del servizio.

«Ogni anno – dice l’assessore alla cultura Massimo Maisto – superiamo i due milioni di risorse investite, escluse utenze e manutenzione: un milione e 805mila euro per il personale e 275mila per l’acquisto di libri, volumi elettronici, quotidiani e riviste. Mentre per i grandi eventi siamo sì sul milione e mezzo però, tranne Ferrara Musica e la danza, nessun festival supera i 100mila euro di contributo. Non sono chiacchiere – ribatte il vicesindaco - e con 55 dipendenti il polo bibliotecario è di gran lunga il servizio col maggior numero di personale in ambito culturale».

Il turnover è altissimo e il Comune promette di affrontare anche i prossimi pensionamenti, tramite mobilità interna: nel 2018 è in arrivo un concorso per un bibliotecario e nelle scorse settimane c’è stato l’ingresso di tre figure provenienti da altri settori. Il tutto al fine di non colpire l’offerta al pubblico.

«Dicevano – aggiunge Maisto – che avremmo chiuso una biblioteca e non è successo. Anzi, entro fine legislatura ne avremo una nuova, grande, nella zona di via Bologna: io penso al PalaSpecchi ma valuteremo. Quindi non ci difendiamo, piuttosto rilanciamo».

Il sindaco Tiziano Tagliani non ci sta a passare per l’affossatore della cultura a Ferrara e va giù duro contro Oddi, il quale peraltro aveva rilanciato alcuni temi sollevati qualche mese fa da Cgil, Cisl e Uil.

«Quante banalità e falsità colossali – sostiene il sindaco -, lui che è l’ultimo arrivato, visto che prima lavorava a Roma. Lo richiamo al proprio ruolo: fa critiche di tipo politico. Il polo bibliotecario ferrarese, tra l’altro, regge tutto il sistema della provincia». Il Comune ammette il calo dei prestiti (dai 149.007 del 2012 ai 114.650 del 2016), solo in parte legato ai duri tagli alle spese per gli acquisti: dai 200mila euro di una decina d’anni fa si è passati ai 50mila euro attuali.

«Ma siamo già risaliti – spiega Maisto – e il mio obiettivo è di tornare a quota 100mila, anche facendo qualche sacrificio altrove».

Per il dirigente Enrico Spinelli «pesano le abitudini che cambiano e il dato dei prestiti non è più così centrale. In Ariostea abbiamo ogni anno 10mila presenze didattiche e altrettante per la presentazioni di libri. Mentre crescono le acquisizioni di patrimoni artistici, come i lasciti Segre e Caretti».

Fabio Terminali

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