In cassa i primi 10 milioni «Ma i soldi ci sono tutti»
Già stanziati 36 milioni, da richiamare man mano che le opere avanzeranno Rassicurazioni sul fronte Parnasi: il gruppo realizzerà il nuovo stadio di Roma
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Ci sono 36 milioni di euro, sul piatto della riqualificazione del Palaspecchi. Una decina sono già nella cassa del Fondo Immobiliare, pronti per essere utilizzati nel maxi cantiere che sarà avviato entro giugno, il resto sarà “richiamato” man mano che i lavori procederanno, per essere impiegati gradualmente da qui a due anni. Ma il finanziamento, è stato sottolineato ieri da Paola Del Monte della Cassa Depositi e Prestiti, è stanziato e assicurato.
Nessuna sorpresa, dunque, al termine di un’odissea che di sorprese e battute d’arresto ne ha conosciute parecchie. Ieri, a giochi fatti, si respirava un’aria di ecumenica soddisfazione, ma non sono mancati e non potevano mancare, in questi anni di rincorsa alla riqualificazione, momenti di contrasto e tensione. A cominciare dai rapporti non sempre idilliaci tra il Comune e la società Ferrara 2007 del Gruppo Parnasi, richiamata più volte ai suoi doveri di bonifica da perentorie ordinanze sindacali, via via più simili a veri e propri ultimatum, fino all’avvio del risanamento.
È di ieri comunque la notizia che fa ben sperare sullo stato di salute della società del Gruppo Parnasi, con l’approvazione in giunta a Roma della delibera che assegna ai costruttori capitolini la realizzazione del nuovo stadio su terreni di proprietà.
In ogni caso, hanno chiarito ieri i soci del neocostituito Fondo Immobiliare, il programma di recupero del Palaspecchi può considerarsi blindato. Progetto che riguarda la parte del complesso (il 53% ceduto a Investire Sgr) destinato al piano di social housing, mentre la porzione rimanente resta in capo a Ferrara 2007, da sviluppare secondo la convenzione urbanistica rinnovata a fine maggio e della durata di vent’anni. L’impegno di Ferrara 2007, ha spiegato Katia Palisi, si articolerà dunque in due fasi: una destinata alla realizzazione degli alloggi di edilizia abitativa sociale e agli spazi comunali insieme agli altri soci del Fondo; l’altra dedicata alla porzione di sua pertinenza, dove saranno realizzati uffici privati, prima rigenerando l’esistente e poi passando a nuove edificazioni. (a.m.)
Nessuna sorpresa, dunque, al termine di un’odissea che di sorprese e battute d’arresto ne ha conosciute parecchie. Ieri, a giochi fatti, si respirava un’aria di ecumenica soddisfazione, ma non sono mancati e non potevano mancare, in questi anni di rincorsa alla riqualificazione, momenti di contrasto e tensione. A cominciare dai rapporti non sempre idilliaci tra il Comune e la società Ferrara 2007 del Gruppo Parnasi, richiamata più volte ai suoi doveri di bonifica da perentorie ordinanze sindacali, via via più simili a veri e propri ultimatum, fino all’avvio del risanamento.
È di ieri comunque la notizia che fa ben sperare sullo stato di salute della società del Gruppo Parnasi, con l’approvazione in giunta a Roma della delibera che assegna ai costruttori capitolini la realizzazione del nuovo stadio su terreni di proprietà.
In ogni caso, hanno chiarito ieri i soci del neocostituito Fondo Immobiliare, il programma di recupero del Palaspecchi può considerarsi blindato. Progetto che riguarda la parte del complesso (il 53% ceduto a Investire Sgr) destinato al piano di social housing, mentre la porzione rimanente resta in capo a Ferrara 2007, da sviluppare secondo la convenzione urbanistica rinnovata a fine maggio e della durata di vent’anni. L’impegno di Ferrara 2007, ha spiegato Katia Palisi, si articolerà dunque in due fasi: una destinata alla realizzazione degli alloggi di edilizia abitativa sociale e agli spazi comunali insieme agli altri soci del Fondo; l’altra dedicata alla porzione di sua pertinenza, dove saranno realizzati uffici privati, prima rigenerando l’esistente e poi passando a nuove edificazioni. (a.m.)
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