PORTO VIRO
Indagato il nipote della donna uccisa
Dopo sette mesi probabile svolta nell’inchiesta. L’anziana era stata assassinata lo scorso novembre
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PORTO VIRO (RO). L’inchiesta riguardante l’omicidio di Miranda Sarto, la donna di 83 anni picchiata e uccisa lo scorso 9 novembre a Porto Viro, nel Rodigino, sembra essere vicina a una svolta. Dopo sette mesi di indagini e ricerche c’è un indagato in questa vicenda ed è il nipote dell’anziana: Gino Sarto, 68enne di Porto Viro che viveva nella stessa abitazione della donna assassinata. L’ex operaio, che convive con una donna di origini albanesi e il figlio di lei, nega di essere coinvolto nel terribile delitto. Eppure Gino Sarto ha ricevuto l’avviso di garanzia, anche se il suo potrebbe essere il primo, e non l’unico, iscritto al registro degli indagati. Nelle ore immediatamente successive alla tragedia era stato sentito dalle forze dell’ordine anche Giuliano Fanan, 72enne residente a Mesola e amico di lunga data di Miranda Sarto. L’ultima volta la donna era stata infatti vista in sua compagnia poi, più nulla. Fanan, nei giorni seguenti, aveva detto: «Con il mio avvocato prenderò provvedimenti nei confronti del nipote di Miranda Sarto perché ha parlato di me in malomodo senza nessuna motivazione».
L’orario dell’omicidio sarebbe da collocarsi tra le 17 e le 19.30, ora in cui proprio nella camera dell’anziana era divampato un incendio poi domato dai vigili del fuoco. La pista investigativa “familiare” si è imposta subito come privilegiata perché non sono stati trovati segni di effrazione nella casa della donna. Il movente al vaglio degli inquirenti rodigini sarebbe di natura economica: il delitto sarebbe maturato per una presunta situazione di difficoltà finanziaria del 68enne che avrebbe visto negli averi della vittima una boccata d’ossigeno. La pista però è tutta da riscontrare e verificare, così come i reperti biologici trovati sul luogo dell’omicidio e che sono ancora al aglio dei carabinieri del Ris di Parma.
L’orario dell’omicidio sarebbe da collocarsi tra le 17 e le 19.30, ora in cui proprio nella camera dell’anziana era divampato un incendio poi domato dai vigili del fuoco. La pista investigativa “familiare” si è imposta subito come privilegiata perché non sono stati trovati segni di effrazione nella casa della donna. Il movente al vaglio degli inquirenti rodigini sarebbe di natura economica: il delitto sarebbe maturato per una presunta situazione di difficoltà finanziaria del 68enne che avrebbe visto negli averi della vittima una boccata d’ossigeno. La pista però è tutta da riscontrare e verificare, così come i reperti biologici trovati sul luogo dell’omicidio e che sono ancora al aglio dei carabinieri del Ris di Parma.
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