La Nuova Ferrara

Ferrara

Nasconde il neonato nel freezer

di Daniele Predieri
Nasconde il neonato nel freezer

Ferrara. Arriva al Sant’Anna con una emorragia, senza dire di aver partorito, ma di esser caduta 4 giorni prima.
La donna di Migliarino viene ricoverata gravissima  e solo dopo due giorni di vane ricerche del feto anche con i cani,  lei si sveglia in rianimazione e confessa. Procura e polizia hanno aperto un'inchiesta

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MIGLIARINO. Si è presentata in ospedale a Cona martedì mattina con una emorragia devastante e i medici subito hanno verificato che aveva livelli bassissimi di emoglobina, aveva perso copiosamente sangue ed era in condizioni disperate.

Dopo tutti gli accertamenti, i medici si sono accorti anche che aveva potuto avere un aborto, non si sa se spontaneo, indotto o anche parto prematuro di un neonato che comunque sarebbe stato di 6 mesi. E subito è scattato l’allarme, alla ricerca del corpicino, ma per due giorni, polizia e cani molecari lo hanno cercato inutilmente, in lungo e in largo dentro e fuori la casa di Migliarino dove la donna Mirka Rolfini, 40 anni vive con il marito Stefano Gessi.

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Poi la donna, gravissima, è entrata in Rianimazione (è ancora grave, per lei i medici hanno diagnostiscato una sepsi) e solo ieri pomeriggio si è svegliata dalla sedazione, ed ha riferito subito che aveva nascosto il corpicino nel freezer di casa. Dove lo hanno trovato la pm Isabella Cavallari, il dirigente della squadra mobile Andrea Crucianelli e il medico legale Maria Rosa Gaudio nel sopralluogo di ieri pomeriggio nella casa della coppia che ha avuto sei figli, alcuni affidati alla nonna materna, altri più grandi fuori casa.

Ora ovviamente sul fatto la procura ha aperto una indagine, sequestrato la casa e si dovrà valutare con attenzione la posizione della donna e anche quella del marito ascoltato a lungo nella giornata di ieri e che avrebbe riferito di non avere saputo che la moglie aspettava un bimbo. Occorrerà accertare se il feto è nato vivo o morto e le condizioni in cui sia avvenuto il fatto.

Per questo motivo la pm Cavallari ha ordinato l’autopsia che verrà eseguita probabilmente nella giornata di oggi. Intanto le indagini corrono parallele anche ad accertare tutta la situazione familiare che ha fatto da sfondo alla vicenda. Vicenda che è bene sottolineare è stata innescata da una precisa segnalazione da parte della direzione generale e dell’ufficio legale dell’ospedale di Cona affinchè si valutasse l’intera vicenda. Perchè molte sono le ombre che appunto le indagini di procura e polizia ora dovranno accertare.

La coppia ha sei figli, e vicini di casa spiegano che era una famiglia «normalissisma» che viveva situazioni di assoluta tranquillità anche economica. Da quanto invece si apprende da fonti investigative, la situazione in casa invece era di assoluto degrado. Tre dei figli più piccoli sarebbero affidati alla nonna materna, lei molto presente. Ma nel racconto degli inquirenti che si sono presentati ieri per prelevare il feto nel freezer si parla di una situazione insostenibile in cui viveva la famiglia, tra sporcizia e anche topi (così riferiscono fonti interpellate ieri sera dalla Nuova).

Dalle prime indicazioni fornite agli inquirenti, occorre precisare che la donna si era presentata al pronto soccorso in condizioni di assoluta debilitazione ma dicendo ai sanitari di star male perchè era caduta 4 giorni prima: e che subito i sanitari si sono allertati, con accertamenti radiografici per valutare ciò che lei lamentava mentre da altre analisi è emerso un quadro clinico che la stava quasi uccidendo: in seguito poi dagli esami all’addome i sanitari si sono accorti che aveva ancora placenta e cordone ombelicale e questo risulterebbe esser stato tagliato, reciso, non strappato da un aborto spontaneo, ad esempio.

Aspetti importanti sui quali gli stessi inquirenti dovranno ordinare esami medico legali. Al momento la stessa pm Cavallari ha aperto l’inchiesta per valutare appieno tutto e poter eseguire i primi esami.

Mentre la stessa polizia ha verificato anche le ipotesi indicate dagli stessi familiari.


 

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