bondeno
Caccia ai terreni dell’ex ferrovia
Numerosi cittadini sperano di acquistarli. Incontro con Calvano (Pd)
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BONDENO. La vendita del tracciato dell’ex ferrovia che percorre il quartiere del Santissimo, attraverso Ospitale e via Delle Rose, può diventare realtà.
Ne ha parlato ieri pomeriggio il consigliere regionale Pd, Paolo Calvano, che sta seguendo il procedimento in Regione, assieme al segretario comunale matildeo del Partito Democratico, Tommaso Corradi, ed all'ex vicesindaco, Giulio Poletti. La proprietà della ferrovia è della Regione, data in concessione a Fer.
«Per arrivare all’obiettivo – ha osservato Calvano – occorre inserire questa striscia di terreno tra i beni pubblici alienabili. L’iter di vendita del patrimonio pubblico presenta dei paletti da osservare». L’interesse dei cittadini è nella stragrande maggioranza dei casi legato alla parte di terreno afferente alla propria attuale pertinenza. Il problema potrebbe essere quello dei segmenti tra due diverse proprietà, che rimarrebbero inutilizzati.
«La Regione dovrà effettuare dei sopralluoghi tecnici e procedere al frazionamento, per creare le eventuali condizioni di prelazione – spiega Calvano –. L’iter è lungo e questo è un primo passaggio».
I cittadini esprimono i loro dubbi: il costo del terreno e il dubbio circa l’edificabilità: «Se non ci si può fare niente, capite che il prezzo è diverso», dice una donna dal pubblico. Giulio Poletti riferisce che «l’area è tracciata come di “servizio”. Una parte è di tipo agricolo (tra il Panaro e il Cavo Napoleonico; ndr), quella del Santissimo potrebbe essere usata a scopi edificabili: sarà il municipio a dover stabilire l’eventuale estensione per la costruzione, su richiesta del singolo».
Caso per caso, si andrà a stabilire l’utilizzo di questa area. «Esiste il rischio che qualcuno compri un’area e costruisca un condominio, quindi la si dovrebbe acquisire per la paura che non venga costruito», dice un ambientalista tra il pubblico. C'è chi cita anche il problema dell’incuria, di bisce e rovi, cui i cittadini confinanti sono costretti a provvedere. Ovviamente, alcune zone sono più appetibili di altre: come quella di via Guidorzi.
In ballo vi è anche la prossima legge urbanistica, che pone vincoli stringenti, sulla “rivitalizzazione urbana”, piuttosto che sulla “nuova edificabilità”, anche se poi saranno i comuni a legiferare. «Lavoriamo per creare le condizioni - ha concluso Calvano - di poter cedere questi terreni, tenendo conto della richiesta espressa dai cittadini».
Mirco Peccenini
Ne ha parlato ieri pomeriggio il consigliere regionale Pd, Paolo Calvano, che sta seguendo il procedimento in Regione, assieme al segretario comunale matildeo del Partito Democratico, Tommaso Corradi, ed all'ex vicesindaco, Giulio Poletti. La proprietà della ferrovia è della Regione, data in concessione a Fer.
«Per arrivare all’obiettivo – ha osservato Calvano – occorre inserire questa striscia di terreno tra i beni pubblici alienabili. L’iter di vendita del patrimonio pubblico presenta dei paletti da osservare». L’interesse dei cittadini è nella stragrande maggioranza dei casi legato alla parte di terreno afferente alla propria attuale pertinenza. Il problema potrebbe essere quello dei segmenti tra due diverse proprietà, che rimarrebbero inutilizzati.
«La Regione dovrà effettuare dei sopralluoghi tecnici e procedere al frazionamento, per creare le eventuali condizioni di prelazione – spiega Calvano –. L’iter è lungo e questo è un primo passaggio».
I cittadini esprimono i loro dubbi: il costo del terreno e il dubbio circa l’edificabilità: «Se non ci si può fare niente, capite che il prezzo è diverso», dice una donna dal pubblico. Giulio Poletti riferisce che «l’area è tracciata come di “servizio”. Una parte è di tipo agricolo (tra il Panaro e il Cavo Napoleonico; ndr), quella del Santissimo potrebbe essere usata a scopi edificabili: sarà il municipio a dover stabilire l’eventuale estensione per la costruzione, su richiesta del singolo».
Caso per caso, si andrà a stabilire l’utilizzo di questa area. «Esiste il rischio che qualcuno compri un’area e costruisca un condominio, quindi la si dovrebbe acquisire per la paura che non venga costruito», dice un ambientalista tra il pubblico. C'è chi cita anche il problema dell’incuria, di bisce e rovi, cui i cittadini confinanti sono costretti a provvedere. Ovviamente, alcune zone sono più appetibili di altre: come quella di via Guidorzi.
In ballo vi è anche la prossima legge urbanistica, che pone vincoli stringenti, sulla “rivitalizzazione urbana”, piuttosto che sulla “nuova edificabilità”, anche se poi saranno i comuni a legiferare. «Lavoriamo per creare le condizioni - ha concluso Calvano - di poter cedere questi terreni, tenendo conto della richiesta espressa dai cittadini».
Mirco Peccenini
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