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Delitto Sarto, ora è indagato il nipote L’amico dell’uccisa: in pace con me stesso

Delitto Sarto, ora è indagato il nipote L’amico dell’uccisa: in pace con me stesso

PORTO VIRO(RO). «Era ora che ci fosse una svolta in queste indagini. Ora vediamo se si riuscirà a fare un po’ di chiarezza su quanto accaduto. Come mi sento? Io sono in pace con me stesso e con la...

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PORTO VIRO(RO). «Era ora che ci fosse una svolta in queste indagini. Ora vediamo se si riuscirà a fare un po’ di chiarezza su quanto accaduto. Come mi sento? Io sono in pace con me stesso e con la mia coscienza. Ero amico della signora Sarto e spero che venga fatta giustizia».

Anche Giuliano Fanan nelle ore scorse è venuto a conoscenza della nuova piega che hanno preso le indagini dell’inchiesta aperta per l’omicidio di Porto Viro nel vicino Veneto. Ora per gli inquirenti c’è un indagato, ed è proprio il nipote di Miranda Sarto, l’anziana di 83 anni picchiata e uccisa lo scorso 9 novembre in casa sua.

Fanan, che vive a Mesola, sarebbe stato l’ultimo ad essere visto in compagnia di Miranda Sarto prima della sua morte. I due erano amici di vecchia data e lui, più giovane di una decina d’anni, la aiutava con le faccende domestiche, la accompagnava a fare la spesa, le teneva compagnia. «Ci conoscevamo da anni e quella che è successa - chiude Fanan - è stata una vera tragedia». Poi basta, il 72enne saluta e riattacca. Non ha più niente da dire, preferisce aspettare la fine delle indagini in silenzio.

Il corpo della Sarto era stato rinvenuto dai vigili del fuoco dopo che erano intervenuti per sedare un incendio scaturito proprio dalla camera da letto della donna. Un tentativo di depistaggio? Forse. La pista investigativa “familiare” si è imposta subito come privilegiata perché non sono stati trovati segni di effrazione nella casa della donna e quindi anche per le forze dell’ordine l’ipotesi di una rapina finita nel sangue è sembrata da subito poco attendibile. Il movente al vaglio degli inquirenti rodigini sarebbe comunque di natura economica: il delitto sarebbe maturato per una presunta situazione di difficoltà finanziaria del 68enne che avrebbe visto negli averi della vittima una boccata d’ossigeno.



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