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Giuliana Zoli fu condannata per infanticidio La bracciante rumena invece venne assolta

In attesa di conoscere con esattezza quanto successo a Migliarino, la memoria corre indietro nel tempo. Colpì tutti la vicenda di Giuliana Zoli, la donna di Longastrino condannata per infanticidio....

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In attesa di conoscere con esattezza quanto successo a Migliarino, la memoria corre indietro nel tempo. Colpì tutti la vicenda di Giuliana Zoli, la donna di Longastrino condannata per infanticidio. Il 20 settembre 1996 la donna, che all’epoca aveva 41 anni, aveva strangolato il figlio appena partorito con un reggiseno di colore beige, per nasconderlo poi in un mobile del salotto. Poi arrivò in ospedale in ambulanza, perché dopo il parco nella sua camera da letto aveva avuto una forte emorragia. Al Pronto soccorso si accorsero subito di quanto successo e chiesero dov’era il bambino, lei capitolò quasi subito. I carabinieri lo ritrovarono ancora in quel mobile. Una conclusione completamente diverse ebbe la vicenda di Viorica Batin, la bracciate rumena stagionale di 36 anni che seppellì il proprio figlio appena nato sotto le piante, con manciate di terra, a Lido Nazioni. La donna, che era finita sotto processo per omicidio e che rischiava l’ergastolo, venne completamente assolta due anni dopo. Non poteva aver ucciso il suo bambino perché, stando ai periti, il piccolo era nato già morto. Il suo travaglio fu dolorosissimo a causa del distacco della placenta che appunto uccise il bimbo in grembo, e che rischiava di essere fatale per la stessa donna. Lei aveva nascosto a tutti di essere incinta.

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