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Illeciti sui funerali? «Ora bisogna indagare» 

La denuncia di Paramucchi (Amsef) provoca interrogazioni in Regione e Comune La parziale marcia indietro: le mie sono preoccupazioni. Il Sant’Anna: chiarisca 

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Hanno suscitato un vespaio le dichiarazioni di Paolo Paramucchi, presidente della Holding Ferrara Servizi che controlla Amsef, sulla concorrenza sleale da parte di soggetti che operano nel settore delle onoranze funebri, direttamente all’interno dell’ospedale di Cona. Paramucchi ha parlato mercoledì pomeriggio, ieri mattina ha diffuso una nota nella quale attenuava di molto la portata delle dichiarazioni («volevo manifestare una preoccupazione, non una denuncia e trasmettere la necessità di mantenere alta l’attenzione rispetto ad eventuali comportamenti illeciti da parte di terzi all’interno di strutture sanitarie»), sgombrando tra l’altro il campo da accuse di “mazzette” («alcuni esempi sono da riferirsi a situazioni già denunciate dalla stampa in altre parti del paese»). Le reazioni erano però già scattate. Per un Federico Balboni (M5s), presidente della Commissione controllo servizi di fronte alla quale Paramucchi, registrato, ha effettuato le dichiarazioni, che rinvia l’affondo («chiederemo di approfondire la questione»), c’è il capogruppo regionale leghista Alan Fabbri senza freni: «La Regione deve indagare sul presunto “battage pubblicitario” relativo ai funerali che si svolgerebbero all’interno dei reparti ospedalieri del Sant’Anna, dove sono ricoverati malati in fin di vita. Non è ammissibile che certa gente non abbia rispetto nemmeno della sofferenza delle persone, pur di assicurarsi l’esclusiva su qualche funerale in più». Fabbri ha presentato un’interrogazione regionale.

Altrettanto ha fatto, ma in Comune, Alessandro Talmelli (Pd): «Tali comportamenti disumani, oltre a non considerare il giusto rispetto nei confronti di chi ha perso da poco il proprio caro, rappresentano una concorrenza sleale». Talmelli chiede se «presso l’Amsef esiste la tracciabilità di segnalazioni dell’esistenza di tali comportamenti» e se ci sono denunce alle forze dell’ordine.

Il direttore generale dell’azienda ospedaliera, Tiziano Carradori, ha spiegato ieri mattina di aver appreso «dalla stampa di eventuali irregolarità» nell’affidamento dei servizi funerari. «La rilevanza etica della questione è fuori discussione - ha dichiarato Carradori - ma ad altri ora spetta la responsabilità di definire e chiarire circostanze e modalità. C’è un dovere di comunicazione, da parte di chi ha fatto quelle dichiarazioni, che è fondamentale per verificare se irregolarità possono essere state commesse». Il Regolamento interno all’articolo 2, prevede l’ammissione in camera mortuaria di personale di imprese di onoranze funebri «regolarmente inscritte alla Camera di commercio» e autorizzate dalla Direzione medica di presidio. L’articolo 4 vieta «comportamenti professionalmente non corretti» nell’intera area dell’azienda ospedaliera e in camera morturaria come «l’accaparramento di servizi in modo molesto o inopportuno, con mezzi che adombrino sospetti di accordo o di corruzione».



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