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In pronto soccorso i pannelli “segnacode” 

In pronto soccorso i pannelli “segnacode” 

Al Sant’Anna indicano al paziente la sua posizione in ogni fase dell’attesa Carradori: presto altri due ambulatori e via al bando per assunzione medici

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Semplificando c’è chi l’ha chiamato sistema “tagliacode”. Ma i 15 nuovi schermi installati sulle pareti del pronto soccorso dell’ospedale Sant’Anna non ridurranno i tempi di attesa di chi, accettato al triage con codice verde o bianco (i meno gravi), aspetta di essere chiamato in ambulatorio. Le tre, cinque, sette o nove ore (nelle giornate più “nere”) entro le quali si concluderà il percorso sanitario con la definizione di una diagnosi o una terapia, non si accorceranno. L’obiettivo potrebbe essere raggiunto forse dopo l’estate, quando è programmato l’adeguamento strutturale del pronto soccorso con nuovi ambulatori e personale in più.

PRIORITA’ INVARIATE. Al momento i codici che compiono sui monitor servono a un altro scopo: «tagliare l’ansia» di chi sta aspettando, fornendogli informazioni su come si sta muovendo man mano che viene indirizzato a visite specialistiche o esami diagnostici, in un sistema dove l’ordine delle priorità può cambiare ad ogni minuto.

Se entra un paziente in codice rosso o giallo, ad esempio, quello a cui è assegnato un codice verde o bianco vedrà arretrare la propria posizione in coda e allungare il tempo (ipotetico) di attesa. In pratica si tratta di un monitoraggio elettronico dell’attesa, di fatto un “segnacoda” .

IL PIANO GENERALE. «Il nuovo sistema di gestione, operativo da alcuni giorni in pronto soccorso, ci consente di fare un altro passo in avanti nel processo di miglioramento dell’accoglienza e dell’orientamento avviato da un paio d’anni - l’annuncio del direttore generale Tiziano Carradori - Con l’adozione di questa metodologia di gestione dei flussi e delle informazioni ai pazienti abbiamo appena completato una delle fasi in vista di un intervento più generale che modificherà anche la situazione logistica consentendo di intervenire sui tempi di permanenza dei codici a bassa complessità e separando i percorsi distintivi di bambini a adulti, così rispondendo alle rimostranze dell’utenza che ha segnalato da tempo gli effetti negativi dell’attuale promiscuità».

COME FUNZIONA. «Vogliamo evitare che il paziente, non avendo informazioni sull’avanzamento delle tappe previste dal suo percorso diagnostico-terapeutico, possa sentirsi abbandonato - spiega il dottor Gianni Squarzanti, responsabile facente funzioni del pronto soccorso - Abbiamo scelto un sistema che ha già dato buoni risultati in altri ospedali (in Emilia Romagna è stato adottato a Piacenza) e che potrebbe aiutare il paziente ad affrontare meglio un periodo di attesa che può essere più o meno lungo». All’ingresso del servizio l’operatore assegna un numero identificativo al paziente (per il rispetto della privacy) e un codice colore in base al suo livello di gravità sanitario.

OCCHIO AL MONITOR. Dati, assieme a quelli anagrafici, che vengono trascritti sul foglio consegnato all’utente dall’infermiere in servizio al triage (la postazione di accettazione), una parte dei quali (numero identificativo e codice colore) vengono caricati e scorrono sui monitor consultabili nelle sale d’attesa. Tra le informazioni che si possono conoscere guardando gli schermi ci sono il numero dei pazienti in attesa, quelli in visita in quel momento e il loro codice colore, l’orario di arrivo, l’eventuale collocamento in Osservazione breve intensiva che scatta quando il paziente deve essere sottoposto a un accertamento più lungo e accurato, lo stato delle visite (in corso, eseguita) e degli eventuali esami diagnostici, come ha illustrato la responsabile della comunicazione del Sant’Anna Agostina Aimola. Quando il paziente viene chiamato il monitor riporta numero identificativo, ambulatorio da raggiungere e codice colore. Su uno schermo sono invece riportate altre informazioni (sistema di assegnazione del codice colore o di pagamento dei ticket, una “campagna” di prevenzione in corso etc.). La tecnologia è stata installata dalla società milanese “Artexe” (16 milioni di utenti gestiti ogni anno, 350 sistemi installati e 95 strutture sanitarie clienti, start up del Politecnico di Milano: questi i dati forniti ieri in conferenza stampa) ed è costata al Sant’Anna 100mila euro, tra fornitura di hardware e software più le connessioni col sistema informatico dell’ospedale.

La stessa interfaccia sarà operativa anche nell’unità operativa di Oncologia.

GESTIONE PIU’ VELOCE. Dopo l’estate, ha confermato Carradori, saranno ricavati due ambulatori in più nell’attuale sede del pronto soccorso che si aggiungeranno ai tre già operativi per accorciare i tempi di attesa di codici verdi e bianchi. Mercoledì scorso, intanto, è stato pubblicato sul bollettino della Regione il bando per il conferimento di incarichi temporanei destinati a medici di pronto soccorso. Per le domande (sono indicati anche i titoli equipollenti) vengono specificate modalità e tempi. Si cercano 2-3 medici (la situazione di carenza ha già suscitato proteste tra gli specialisti in servizio) e i precedenti avvisi non sono andati a buon fine. (gi.ca.)

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