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Perego, due ore con i sofferenti 

Perego, due ore con i sofferenti 

L’arcivescovo ieri in visita ai pazienti. E il “direttore-cameriere” gli offre il caffè

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Prima i deboli e i sofferenti, ha dichiarato il giorno dell’insediamento, durante la solenne cerimonia in Duomo. Un impegno che Gian Carlo Perego, nuovo arcivescovo di Ferrara, ha deciso di rispettare fin dai primi giorni.

Ieri ha infatti dedicato una lunga visita, circa due ore, all’ospedale Sant’Anna dove ha incontrato i pazienti e i dirigenti. Momenti intensi di partecipazione, presentazioni e cordialità con qualche fuori programma.

Come quando il direttore generale Tiziano Carradori, che ha accolto monsignor Perego in ufficio, gli ha servito il caffè in un vassoio ricordando che da ragazzo aveva lavorato come «cameriere» e Perego gli ha ricordato i suoi trascorsi giovanili nelle stagioni della raccolta dei prodotti agricoli. L’arcivescovo è entrato al Sant’Anna verso le 9.30 e affiancato dal cappellano, don Giovanni Pertile, ha fatto visita alla cappella, dove ha tenuto una messa e l’omelia con la quale ha riconosciuto la funzione morale e umana dell’ospedale, la «centralità del malato» e dell’amore per i sofferenti, della comunione dell’ospedale con la città. Un momento comune seguito dalla visita all’adiacente Stanza dei Culti e del Silenzio, spazio dedicato a chi chiede assistenza religiosa non essendo cattolico o credente. Un messaggio chiaro a favore dell’integrazione e del dialogo tra le persone, al di là di tutti gli steccati e gli atteggiamenti che cercano di alimentare l’odio religioso.

Quattro i reparti (Ematologia, Oncologia, Geriatria e Malattie Infettive) nei quali Perego ha portato il suo conforto ai pazienti. Il prelato ha chiesto informazioni sulla storia e sulle caratteristiche dell’ospedale e si è intrattenuto col personale. Ultima tappa: un succo di frutta al bar.

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