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«Più operatori sociali e reddito di solidarietà» 

«Più operatori sociali e reddito di solidarietà» 

L’assessore Chiara Sapigni: ecco come si possono aiutare le famiglie in difficoltà Tra gli strumenti per sostenere il diritto alla casa c’è anche la coabitazione

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La crisi economica non demorde e attanaglia sempre più famiglie. Secondo quanto riportato ieri in una presentazione del rapporto 2017 sulla lotta alla povertà, “Poveri e così non sia”, della Fondazione Emanuela Zancan, (il Mulino edizioni), l’assessore alla Persona Chiara Sapigni, ha illustrato la situazione ferrarese, nella quale intravede alcuni timidi passi in avanti. L’assessore ha illustrato alcuni progetti che stanno funzionando a livello locale. Tra questi, «il nuovo piano sociale e sanitario regionale, che è una pianificazione condivisa che dovrebbe garantirci risorse. La novità è che si tratta di una pianificazione triennale, ed è importante accettare questa sfida di nuova pianificazione redatta secondo linee trasversali».

Un altro strumento di contrasto alla povertà è il sostegno di inclusione attiva. «Stiamo partendo adesso con il primo progetto, 199 le domande ricevute tra ottobre e novembre scorsi», ha precisato l’assessore. Un altro sostegno che arriva agli enti locali è il Piano Operativo nazionale di inclusione, che consentirà al Comune l’assunzione di cinque operatori sociali. Sul reddito di solidarietà, Sapigni puntualizza che sarebbe importante raggiungesse più beneficiari, aumentando il limite ritenuto ora condizione per accedervi di 3mila euro Isee. «Il reddito di solidarietà dovrebbe allargarsi anche ad altre fasce, come persone sole, anziane, cinquantenni che hanno perso il lavoro», ha detto. Ma un’esperienza molto positiva per la realtà locale è rappresentata dall’emporio solidale Il Mantello. «Nelle altre realtà dove l’emporio solidale è partito - ha proseguito - sono stati sostenuti da fondazioni bancarie, e questo a Ferrara non era possibile. Abbiamo messo insieme 250mila euro in 6 mesi, da donazioni di beni e servizi e volontari. Il risultato sono 67 famiglie che vanno a fare la spesa all’Emporio Il Mantello». Un’ altra realtà sperimentata a Ferrara è la coabitazione. «La criticità della casa qui è notevole e c’è chi è fuori dai livelli di sostegno - ha proseguito l’assessore - Per aiutarli è nata da diversi anni la disponibilità di alloggi misti, in parte del Comune, in parte di Erp. Attualmente un alloggio è occupato da due donne sole e da una mamma con bambini, altri alloggi da persone impegnate in varie attività, in un altro convivono 4 uomini. L’importante è che sia una soluzione temporanea». Da ottobre scorso, per combattere la povertà sanitaria, è attivo anche lo sportello sociale Area adulti e anziani presso la Casa della Salute.

Veronica Capucci

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