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Porto Viro, non ce la fa l’anziano accoltellato alla gola dalla moglie

Porto Viro, non ce la fa l’anziano accoltellato alla gola dalla moglie

PORTO VIRO (RO). Ha colpito alla gola il marito perché, ha spiegato poi al figlio e agli inquirenti, non ce la faceva più ad accudirlo. Una tragedia familiare alimentata dai problemi di salute, dall’e...

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PORTO VIRO (RO). Ha colpito alla gola il marito perché, ha spiegato poi al figlio e agli inquirenti, non ce la faceva più ad accudirlo. Una tragedia familiare alimentata dai problemi di salute, dall’età avanzata e dalla stanchezza di vivere quella maturata il 17 maggio scorso in una casa di via Marangona, a Porto Viro, in provincia di Rovigo.

Una vicenda che ora è approdata al più drammatico degli epiloghi perché la vittima, Narciso Levizzari, 81 anni, è morto all’ospedale di Rovigo venti giorni dopo il ferimento da parte della moglie Pasquina Pregnolato di 83 anni. L’allarme era scattato alle 7.15 del mattino del 17 maggio, quando uno dei figli dell’anziana coppia come ogni mattina era andato a casa dei genitori per aiutare la madre ad assistere il padre da tempo molto malato e in parte invalido.

L’anziano ha subito riferito al figlio ogni cosa, ammettendo di aver inferto due coltellate al marito. Lo ha ripetuto anche ai carabinieri di Porto Viro intervenuti insieme ai colleghi della Compagnia di Adria arrivati subito dopo in via Marangona. L’anziana ha confessato tutto, dicendo di essere sfinita e spossata di fronte ai problemi di salute del marito e di non essere più in grado di gestire una situazione sempre più pesante e complicata.

La donna era stata arrestata per tentato omicidio ma naturalmente, per l’età avanzata, non era stata condotta in carcere ma si trovava agli arresti domiciliari. Due giorni dopo, sopraffatta dal rimorso e dalla disperazione aveva anche tentato di togliersi la vita, ingerendo candeggina, ma i soccorsi erano arrivati in tempo ed era stata salvata.

Il marito, intanto era stato ricoverato all’ospedale di Rovigo, in prognosi riservata. Era stato anche sottoposto a un delicato intervento chirurgico a causa delle profonde ferite alla gola, e in un primo momento si erano anche registrati alcuni lievi miglioramenti che lasciavano ben sperare in una sua ripresa. La situazione invece è degenerata, e l’uomo è spirato martedì 6 giugno all’ospedale di Rovigo, venti giorni dopo il ferimento. Un fatto destinato naturalmente ad aggravare la posizione dell’anziana, con una modifica dell’accusa da tentato omicidio a omicidio.

Secondo una prima ricostruzione dei fatti e gli accertamenti disposti dal pubblico ministero Monica Bombana che coordina le indagini, l’anziana avrebbe agito in un momento di profondo sconforto e smarrimento, uno stato d’animo germogliato e cresciuto durante il periodo trascorso ad assistere il coniuge in precarie condizioni di salute e semi-invalido. Non si sa se il gesto dell’anziana sia stato preceduto da qualche schermaglia o litigio tra i due, ma mentre l’anziano riposava steso a letto la moglie è andata in cucina, ha afferrato un coltello e ha colpito l’uomo alla gola e al viso, provocandogli profonde ferite. Subito dopo era arrivato il figlio, a cui l’anziana aveva confessato ogni cosa. Poi venti giorni di notizie altalenanti sulle condizioni del ferito, fino a martedì, quando l’anziano ha cessato di vivere.

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