Pugnalato dalla figlia muore dopo due mesi
Gianfranco Frighi, 77 anni venne colpito dalla figlia Anna, 43enne. La lite esplosa all’ora di cena, nel pomeriggio lui l’aveva accompagnata dal medico. La drammatica telefonata ai soccorritori del 118: ho colpito mio padre, venite
FERRARA. Nelle ore immediatamente successive all’aggressione Gianfranco Frighi, 77 anni, sembrava essersi stabilizzato. Sembrava che la sua vita non fosse in pericolo e che, seppur a fatica, la ferita si sarebbe rimarginata. Il tempo non gli ha dato ragione e a poco più di due mesi di distanza (era stato accoltellato lo scorso 28 marzo), Gianfranco, è morto.
Era stata la figlia Anna, 43 anni, ad aggredirlo in casa al culmine di una lite furibonda che le aveva fatto perdere il controllo di sé. La donna, affetta da problemi psichici, aveva colpito all’addome il padre con una lama di oltre trenta centimetri. Ed era stata proprio Anna, dopo l’aggressione, a chiamare il 118. Mirka, la madre e moglie, era sotto shock. Ora Anna Frighi dovrà rispondere all’accusa di omicidio (e non più tentato come era stato inizialmente).
Le condizioni dell’anziano, che sembravano stazionarie, si sarebbero aggravate all’improvviso. In questi giorni verrà disposta l’autopsia per stabilire se quei colpi inflitti settanta giorni fa dalla donna, nell’abitazione di via Spiepe (appena fuori le mura cittadine), possono essere riconducibili all’aggravamento delle condizioni dell’uomo fino a portarlo alla morte. Da tempo Anna Frighi era affetta da sofferenze psichiche. Ma cos’è successo quella sera di fine marzo? Nel pomeriggio Anna aveva avuto una visita, un Aso (accertamento sanitario obbligatorio). Poi, accompagnata dal genitore, era tornata a casa.
Poco prima delle 20.30, mentre la madre (Mirka) è in bagno e il padre in poltrona, Anna è in cucina; afferra il coltello e colpisce il padre. La madre esce dal bagno urlando e il vicino del piano di sotto raggiunge l’appartamento. La 43enne posa il coltello e poi chiama il 118: «Venite ho accoltellato mio padre», dice.
Ma dura un attimo. La donna torna in cucina, vuole prendere un altro coltello che poi, però, posa. Arrivano 118 e polizia, e tutti vengono portati in ospedale. Dagli atti sanitari era emerso che, Anna, ha agito per «una degenerazione psicotica da depressione grave». Ora il pm Stefano Longhi dovrà disporre l’autopsia sul corpo di Gianfranco Frighi e successivamente si capirà quali ripercussioni sulla vita della donna avrà questo suo gesto. (s.g.)
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