Via libera della Regione ai conti della Partecipanza
Il presidente: polemiche respinte, il bilancio di previsione è valido Ora avanti per divisione ventennale, revisione dello statuto e apertura alle donne
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CENTO. «La Regione ritiene valida l'approvazione del bilancio di previsione 2017 della Partecipanza. Adesso è il momento di passare dalle parole ai fatti su divisione ventennale, revisione dello Statuto per un'apertura alle donne, e definizione amministrativa delle aree cortilive». Il parere della Regione, per il presidente Aproniano Tassinari e la sua coalizione che guida lo storico ente agrario, è un punto fermo da cui ripartire nel rispetto dei capisti e per il futuro della Partecipanza stessa.
In mano, il documento ufficiale sottoscritto dall'avvocato Maurizio Ricciardelli, responsabile del Servizio Affari legislativi e Aiuti di Stato della Regione, quale ente di controllo, che certifica la validità dell'iter di approvazione, motivo da gennaio scorso di polemiche, scontri e lacerazioni all'interno del consiglio: «Nel condividere il parere pro veritate del professor Marco Dugato, noto giurista di Bologna a cui abbiamo chiesto consulenza per difendere l'ente da strumentalizzazioni devastanti, inutili pretesti che hanno provocato un pericoloso fermo amministrativo, la Regione ha voluto fare chiarezza. In questi 5 mesi, in cui un gruppo di consiglieri ha sostenuto posizioni non veritiere, questa coalizione ha mantenuto la barra dritta proseguendo nell'attività ordinaria. Ma ora il dubbio sulla validità è stato dissipato».
Dal presidente Tassinari e dal gruppo quindi, un appello all'altra metà del consiglio alla «senso di responsabilità, alla collaborazione e al coinvolgimento nella vita attiva dell'ente, nell'interesse dei capisti. In base a quanto definito dalla Regione, questa coalizione ha tutti i crismi per continuare nell'amministrazione ordinaria dell'ente fino a fine 2017». Entro fine anno, un nuovo confronto: il consiglio sarà infatti chiamato ad approvare il bilancio di previsione 2018. Se la coalizione Tassinari non dovesse avere i numeri, la Regione darà avvio in automatico al commissariamento dell'ente. «Ora – prosegue Tassinari - è tempo, e dovere di tutto il consiglio, di dare quelle risposte che capisti e conduttori di terreni ed aree di proprietà della Partecipanza chiedono».
Diverse per Tassinari, per il vicepresidente Sandro Balboni e il consigliere Corrado Borgatti, le priorità da affrontare col più ampio consenso consiliare: «Occorre avviare il meccanismo delle divisioni dei terreni del 2019. Ci sono 850 aree cortilive di proprietà della Partecipanza che richiedono una collocazione amministrativa, fonte di reddito per l'ente. Da affrontare poi la gestione dei crediti e una seria revisione dello Statuto che vada verso il coinvolgimento delle donne nella vita dell'ente».
Tante e importanti, «le proposte da definire e da sottoporre all'assemblea dei capisti. Tra queste, anche una rivisitazione del sistema elettorale che comporti un ricambio, un meccanismo di rinnovamento, in seno al consiglio». (b.b.)
In mano, il documento ufficiale sottoscritto dall'avvocato Maurizio Ricciardelli, responsabile del Servizio Affari legislativi e Aiuti di Stato della Regione, quale ente di controllo, che certifica la validità dell'iter di approvazione, motivo da gennaio scorso di polemiche, scontri e lacerazioni all'interno del consiglio: «Nel condividere il parere pro veritate del professor Marco Dugato, noto giurista di Bologna a cui abbiamo chiesto consulenza per difendere l'ente da strumentalizzazioni devastanti, inutili pretesti che hanno provocato un pericoloso fermo amministrativo, la Regione ha voluto fare chiarezza. In questi 5 mesi, in cui un gruppo di consiglieri ha sostenuto posizioni non veritiere, questa coalizione ha mantenuto la barra dritta proseguendo nell'attività ordinaria. Ma ora il dubbio sulla validità è stato dissipato».
Dal presidente Tassinari e dal gruppo quindi, un appello all'altra metà del consiglio alla «senso di responsabilità, alla collaborazione e al coinvolgimento nella vita attiva dell'ente, nell'interesse dei capisti. In base a quanto definito dalla Regione, questa coalizione ha tutti i crismi per continuare nell'amministrazione ordinaria dell'ente fino a fine 2017». Entro fine anno, un nuovo confronto: il consiglio sarà infatti chiamato ad approvare il bilancio di previsione 2018. Se la coalizione Tassinari non dovesse avere i numeri, la Regione darà avvio in automatico al commissariamento dell'ente. «Ora – prosegue Tassinari - è tempo, e dovere di tutto il consiglio, di dare quelle risposte che capisti e conduttori di terreni ed aree di proprietà della Partecipanza chiedono».
Diverse per Tassinari, per il vicepresidente Sandro Balboni e il consigliere Corrado Borgatti, le priorità da affrontare col più ampio consenso consiliare: «Occorre avviare il meccanismo delle divisioni dei terreni del 2019. Ci sono 850 aree cortilive di proprietà della Partecipanza che richiedono una collocazione amministrativa, fonte di reddito per l'ente. Da affrontare poi la gestione dei crediti e una seria revisione dello Statuto che vada verso il coinvolgimento delle donne nella vita dell'ente».
Tante e importanti, «le proposte da definire e da sottoporre all'assemblea dei capisti. Tra queste, anche una rivisitazione del sistema elettorale che comporti un ricambio, un meccanismo di rinnovamento, in seno al consiglio». (b.b.)
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