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Da cinque anni senza casa per la pratica incompleta 

Da cinque anni senza casa per la pratica incompleta 

Famiglia di XII Morelli colpita dal terremoto non si arrende. Nuovo incontro col sindaco «Ricostruzione ancora ferma per un errore durante la ristrutturazione del 2005»

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XII MORELLI. «Dopo 5 anni dal terremoto, la nostra situazione non è cambiata: siamo ancora alloggiati nel nostro container di legno». Sono esausti Paolo Govoni e Barbara Marescalchi, nonostante la speranza di riuscire a sistemare la loro abitazione in via Zagalotto 14 a XII Morelli, continuano a vivere in una casetta in legno, realizzata nel cortile accanto alla loro casa.

«Non siamo a caccia di responsabili - spiegano - per il fatto che per la sistemazione della nostra casa tutto sia andato nel verso sbagliato. Ma non si dica che è colpa nostra. A novembre 2016, abbiamo scoperto che per la nostra abitazione, dove abbiamo svolto lavori di ristrutturazione nel 2005, la Dia non era mai stata chiusa. Tante promesse da parte degli amministratori comunali, vecchi e nuovi, e solo richieste invece da parte dei vecchi e nuovi tecnici incaricati, per un lavoro mai completato, oltre all'obbligo, dopo 13 anni, di pagare sanatorie».

Intanto la pratica è ancora incompleta e «il contributo per la ricostruzione della nostra casa, danneggiata dal terremoto, è bloccato. Noi continuiamo così a vivere in tre in 20 metri quadrati. Con noi, anche Donatella, la sorella disabile di Paolo nonché proprietaria per metà della casa».

Govoni e la Marescalchi, reduci dall'ennesimo incontro con il sindaco Fabrizio Toselli, e di fronte ad una situazione difficile, non vogliono perdersi d'animo: «Noi teniamo botta. Abbiamo tolto il cartello dei lavori, ma non siamo a chiedere l'elemosina a nessuno. Prima o poi la nostra casa verrà sistemata. Di certo - spiegano amareggiati - avverrà dopo la ristrutturazione delle vecchie case inutilizzate e dei fienili già diroccati prima del sisma».

Ora per Paolo, operaio dell’Opera Group, ceramica di Camposanto, nel Modenese, si avvicina la pensione: «Adesso avrò più tempo a disposizione, e dopo tanti sacrifici, rimane la speranza di tornare in casa. Quel giorno, lo faremo a testa alta».

Beatrice Barberini
 

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