La Nuova Ferrara

Ferrara

orrore a Migliarino

Era una femminuccia, è rimasta nel freezer per una settimana

di Daniele Predieri
Un peluche lasciato in giardino nella casa a Migliarino
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Un peluche lasciato in giardino nella casa a Migliarino

Martedì prossimo l’autopsia: la piccola è nata viva o morta? La donna è da ieri indagata per omicidio e occultamento 

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FERRARA. Aveva partorito una bambina tra i 7/8 mesi, peso 3 chili: l’aveva pulita, lavata, infilata in una bustina di plastica, che si usano per gli alimenti e l’ha riposta nel congelatore a pozzetto, assieme a tutto il resto, ciò che in ogni famiglia viene messo nel freezer. Mirka Rolfini non può dire, però, né quando né perché lo ha fatto. Ieri interrogata perché accusata di omicidio volontario e occultamento di cadavere – come atto dovuto, tecnico, sottolineatura importante per evitare equivoci – però non ha risposto, perché non ne aveva la forza, psicologica e fisica, dopo lo choc subito in questa drammatica storia ancora senza spiegazioni.

La beffa di via Travaglio

Risposte le vogliono avere al più presto gli inquirenti, procura e polizia, che ieri hanno attivato la macchina delle indagini e fissato per martedì prossimo gli esami medico-legali: l’autopsia sul corpo di quella bimba e sarà il medico-legale Maria Rosa Gaudio a dare indicazioni precise e chiarire il dramma che si è consumato nella casa di via Travaglio (beffa nelle beffe) a Migliarino. L’unica risposta che si attende e che potrebbe trasformare un dramma in una indagine penale è se la bambina è nata viva o era già morta. Oppure si dovranno fare anche altre valutazioni: ad esempio, secondo la ricostruzione degli eventi, Mirka Rolfini ha avuto un malore con svenimento venerdì sera: potrebbe essere stato il momento del parto. Quando la donna, svenendo cade a terra di peso, e lei persona obesa in modo pronunciato, potrebbe essere caduta sulla piccola: ipotesi e nulla più, che viene tuttavia valutata.

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La procura, valutazioni in corso

«Stiamo facendo valutazioni per ogni possibile situazione – ha spiegato alla Nuova il procuratore capo in pectore, Ombretta Volta assieme alla collega Isabella Cavallari, titolare dell’inchiesta – L’indagine è in continua evoluzione, attendiamo gli esiti dell’autopsia che dovrà darci indicazioni». Una indagine su un fatato drammatico, con aspetti anche sociali, da capire e comprendere appieno, qualsiasi possa essere l’esito di esami e indagini. Il primo problema per l’autopsia è che il corpicino della piccola è stato sottoposto ad un congelamento per diversi giorni dentro il congelatore a pozzetto della casa di via Travaglio a Migliarino dove la donna abita con il marito e sei figli. Occorrerà attendere che le condizioni siano le più adatte per iniziare gli accertamenti, per non compromettere lo stato dei tessuti: così martedì prossimo inizieranno tutte le attività medico-legali. Come riferito ieri in una incontro con la stampa dal dirigente della squadra mobile, Andrea Crucianelli, il corpicino, ancora in posizione fetale, era stato riposto dentro il congelatore in una busta di plastica e misura 43 centimetri di lunghezza che aumenterà nel momento in cui si potrà avere l’estensione del corpo, era formato, era al 7/8° mese e pesava 3 chili.

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La bimba nascosta nel freezer

Ma se l’indagine si concentra sull’autopsia del corpicino, che dovrà indicare se la piccola è nata viva o morta, gli inquirenti cercano ancora risposte sul perché non abbia chiesto aiuto a nessuno, su chi abbia di fatto tagliato il cordone ombelicale (ha un taglio netto, non strappato tipico di espulsione con aborti spontanei) e soprattutto il motivo per cui sia stata “nascosta” nel freezer. Sì, nascosta: perché la convinzione – ha aggiunto Crucianelli alla presenza del capo di gabinetto Pietro Scroccarello – è che si volesse celare: non a caso gli inquirenti hanno spiegato che il corpicino si trovava nel congelatore, in uno sgabuzzino della casa piena di sacchi di spazzatura e mobili alla rinfusa («disordine e sporcizia che si fa fatica a descrivere» hanno riferito). Il congelatore era nascosto da mobili sul coperchio superiore, e nel corridoio di accesso vi erano altri mobili e tanti altri oggetti in disordine, quasi ad impedire di raggiungerlo, come se qualcuno volesse tenerlo nascosto. E non a caso, nonostante due giorni di ricerche della polizia (dopo l’allarme scattato martedì mattina) anche coi cani molecolari, dentro e fuori, del corpicino non c’era ombra: solo quando la donna è stata svegliata giovedì scorso – perché sedata e intubata nel reparto di rianimazione dove si trova ancora, ma non in pericolo di vita – ha potuto riferire di aver nascosto la piccola nel freezer con gli alimenti di casa.

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Servizi allertati solo da martedì

E proprio martedì mattina, da quando gli inquirenti polizia e procuratore stati attivati dalla segnalazione del Sant’Anna, anche i servizi sociali del comune di Migliarino sono stati allertati: i figli piccoli sono stati affidati alla nonna materna che abita, comunque, nell’appartamento attiguo, della casa bifamiliare. Dove i dirigenti della polizia hanno visto le condizioni di degrado materiale all’interno, così pure gli inquirenti che spiegavano di esserne uscite “provate” dopo il sopralluogo di giovedì alla ricerca della bimba. Ma hanno anche ribadito gli inquirenti che il degrado materiale non sarebbe indicativo delle condizioni e dei comportamenti della famiglia: serena, tranquilla, gente che lavora come tanti, i bambini che vanno bene a scuola e vestiti bene, nessuno si è mai lamentato all’esterno di nulla. Peccato che gli stessi inquirenti poi ti dicano: «Non posso però non dimenticare quel gatto con il topo in bocca, che girava in casa».


 

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