Ex calciatore morto in porto
Il corpo di Diego Turola galleggiava tra banchina e barche, alle 23.30 era uscito dal bar. Giallo sulle cause della caduta
GORO. Diego Turola, pescatore di Goro, è stato trovato morto da alcuni colleghi ieri mattina all’alba. Il suo corpo galleggiava vicino alla banchina, esattamente nel punto dove è aperto il cantiere per il rifacimento della stessa. L’uomo aveva 61 anni e per i cittadini, grandi e piccoli, è sempre stato una sorta di mito, una di quelle figure attorno alla quale si perdono racconti e leggende.
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Promessa del calcio, «sarebbe potuto arrivare in nazionale» ma la vita spesso prende altre pieghe e Diego Turola è stato socio del Copego (Consorzio pescatori di Goro) fino a circa un anno e mezzo fa, poi è andato in pensione.
Ma come è morto Turola? È quello che vogliono sapere amici e familiari e dall’autopsia, come dalle telecamere che affacciano sul Porto potrebbero arrivare le prime risposte. Turola è uscito da casa alle 20.30, come quasi ogni sera da anni per andare al bar a bordo della sua bicicletta beige e con in vita il borsello nel quale metteva sempre i soldi, il telefono e i documenti. Ha salutato la mamma (viveva con i genitori) ed è uscito. Ha fatto una prima tappa al Bar del Porto, ha scambiato due chiacchiere con gli ex colleghi quindi attorno alle 22 è andato al Belvedere convinto di trovare un amico che invece non c’era. Come anche altre volte, Turola avrebbe bevuto un po’ più del dovuto, tanto che responsabili del bar si sarebbero offerti di riportarlo a casa ma lui non ha voluto, ha ripreso la sua bicicletta e si è allontanato dalla parte della strada che costeggia il Porto, e non è dunque sceso subito sulla banchina sulla quale è poi tornato prendendola dalla parte opposta e salendo molto probabilmente con la bicicletta sulla passerella galleggiante posizionata dalla ditta che sta facendo i lavori.
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Ed è lì che il suo corpo, è stato ritrovato. A dare l’allarme i primi pescatori arrivati alle barche i quali lo hanno tirato su e chiamato i soccorsi, pur consapevoli che non ci sarebbe stato nulla da fare. Turola aveva due ferite, una sulla fronte all’altezza della tempia e l’altra sulla tibia, questa più profonda. Quasi sicuramente se le è procurate durante una caduta che potrebbe essere avvenuta tanto da un’altra parte quanto sulla banchina stessa. Può anche darsi, infatti, che il pescatore si sia fatto male altrove e che abbia perso, battendo forte la testa, il senso dell’orientamento e si sia diretto quindi verso il mare nel punto dove è stato poi trovato. Come può anche darsi che sia stato colto da malore fulminante proprio sulla passerella. Sarà solo l’autopsia a dare risposte in questo senso. La sua bicicletta come anche i documenti ed il telefono ieri non erano ancora stati ritrovati e saranno molto probabilmente caduti in acqua assieme all’uomo. Turola lascia i genitori e una figlia che vive a Londra.
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