Mai Da Soli, si cercano aiuti per la Casa dei papà separati
Già dodici candidati per un posto, due di loro dormono in macchina Il fondatore Ferrari: «I lavori sono al 50%, lanciamo un appello a tutta la città»
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Dodici padri separati si sono già messi in fila per avere un posto; due di loro da qualche mese dormono in macchina, negli autogrill, dove tutte le mattine provvedono anche all’igiene personale prima di andare al lavoro. Segnali concreti di come la “Casa Mai Da Soli” in corso di allestimento in viale Alfonso d’Este 7 sia un’iniziativa necessaria per dare risposte a una fascia di fabbisogno ancora non coperta dalla rete di protezione sociale: i papà separati che, dopo la fine del matrimonio, si trovano spesso ad affrontare problemi economici e abitativi così pesanti da rappresentare un vero e proprio terremoto esistenziale.
L’idea nasce dall’Associazione Mai Da Soli onlus, fondata nel 2013 su impulso di Stefano Ferrari, un marito-papà separato che aveva trasferito il dolore dell’abbandono nell’omonimo libro stampato e ristampato da Este Edition. Ieri Ferrari, insieme al “suo” editore Riccardo Roversi, all’avvocato Antonio Alosi e all’assessore al Bilancio Luca Vaccari ha fatto il punto sullo stato dei lavori della struttura dedicata a chi (uomini e donne) resta senza casa e fatica a pagarsi un affitto dovendo sostenere gli oneri della separazione. Il Comune di Ferrara ha messo a disposizione l’immobile (con un contratto di comodato d’uso della durata di 6 anni) che ora l’Associazione, con le sue non pingui risorse, sta provvedendo a sistemare. L’impianto idraulico da rifare, quello elettrico da mettere a norma, un secondo bagno da ricavare, piccoli lavori di muratura. Molto è stato fatto e si sta facendo, ma per consentire di completare l’opera, e renderla funzionante a luglio (massimo a settembre) serve ancora molto impegno: «Siamo al 50% - ha detto Ferrari - Manca ancora la sostituzione di tutti gli infissi e circa il 70% degli arredi». Da qui l’appello alla città, non solo con contributi economici (per contatti si può consultare la pagina facebook di Mai Da Soli, oppure la mail maidasolifa@gmail.com, si può anche devolvere il 5 per mille all’associazione) ma anche con apporti concreti («Basta che un muratore ci dedichi qualche ora del suo lavoro»). Un ultimo sforzo che va ad aggiungersi al supporto offerto dagli sponsor, tutti ringraziati e citati nel corso della conferenza stampa.
Una volta aperta, la Casa sarà un rifugio prezioso per chi sta vivendo un momento di grande disorientamento personale. La struttura, 120 metri quadri, conta una sala da pranzo, una cucina, due bagni e tre camere da letto per sette posti complessivi. I criteri di scelta degli ospiti seguiranno - a parte situazioni di estrema emergenza - la cronologia di presentazione delle domande, in base alla quale sarà stilata una graduatoria. Altre condizioni sono un reddito dimostrabile e la sottoscrizione del regolamento. La permanenza potrà durare al massimo un anno, il tempo per provare a riorganizzarsi e ripartire. Il costo è di 250 euro mensili, comprensivi delle utente; inoltre grazie a un accordo con la Diocesi, diverse parrocchie provvederanno a tenere la dispensa sempre fornita di generi di prima necessità, che gli ospiti potranno integrare con cibi di loro gusto. Spazio alla socializzazione: la tv sarà comune, così come all’esterno ci sarà un area destinata a orto e un giardino dove poter anche pranzare. Dal momento della sua nascita l’associazione Mai Da Soli, che conta 250 soci, ha trattato 95 casi, il 65% uomini e il 35% donne, tutti con un problema prevalente, quello abitativo. La Casa propone una possibile soluzione, da realizzare con l’aiuto di tutti: «Perché non importa - conclude Ferrari - che scarpe hai o quanta strada percorri, ma l’impronta che lasci».
Alessandra Mura
L’idea nasce dall’Associazione Mai Da Soli onlus, fondata nel 2013 su impulso di Stefano Ferrari, un marito-papà separato che aveva trasferito il dolore dell’abbandono nell’omonimo libro stampato e ristampato da Este Edition. Ieri Ferrari, insieme al “suo” editore Riccardo Roversi, all’avvocato Antonio Alosi e all’assessore al Bilancio Luca Vaccari ha fatto il punto sullo stato dei lavori della struttura dedicata a chi (uomini e donne) resta senza casa e fatica a pagarsi un affitto dovendo sostenere gli oneri della separazione. Il Comune di Ferrara ha messo a disposizione l’immobile (con un contratto di comodato d’uso della durata di 6 anni) che ora l’Associazione, con le sue non pingui risorse, sta provvedendo a sistemare. L’impianto idraulico da rifare, quello elettrico da mettere a norma, un secondo bagno da ricavare, piccoli lavori di muratura. Molto è stato fatto e si sta facendo, ma per consentire di completare l’opera, e renderla funzionante a luglio (massimo a settembre) serve ancora molto impegno: «Siamo al 50% - ha detto Ferrari - Manca ancora la sostituzione di tutti gli infissi e circa il 70% degli arredi». Da qui l’appello alla città, non solo con contributi economici (per contatti si può consultare la pagina facebook di Mai Da Soli, oppure la mail maidasolifa@gmail.com, si può anche devolvere il 5 per mille all’associazione) ma anche con apporti concreti («Basta che un muratore ci dedichi qualche ora del suo lavoro»). Un ultimo sforzo che va ad aggiungersi al supporto offerto dagli sponsor, tutti ringraziati e citati nel corso della conferenza stampa.
Una volta aperta, la Casa sarà un rifugio prezioso per chi sta vivendo un momento di grande disorientamento personale. La struttura, 120 metri quadri, conta una sala da pranzo, una cucina, due bagni e tre camere da letto per sette posti complessivi. I criteri di scelta degli ospiti seguiranno - a parte situazioni di estrema emergenza - la cronologia di presentazione delle domande, in base alla quale sarà stilata una graduatoria. Altre condizioni sono un reddito dimostrabile e la sottoscrizione del regolamento. La permanenza potrà durare al massimo un anno, il tempo per provare a riorganizzarsi e ripartire. Il costo è di 250 euro mensili, comprensivi delle utente; inoltre grazie a un accordo con la Diocesi, diverse parrocchie provvederanno a tenere la dispensa sempre fornita di generi di prima necessità, che gli ospiti potranno integrare con cibi di loro gusto. Spazio alla socializzazione: la tv sarà comune, così come all’esterno ci sarà un area destinata a orto e un giardino dove poter anche pranzare. Dal momento della sua nascita l’associazione Mai Da Soli, che conta 250 soci, ha trattato 95 casi, il 65% uomini e il 35% donne, tutti con un problema prevalente, quello abitativo. La Casa propone una possibile soluzione, da realizzare con l’aiuto di tutti: «Perché non importa - conclude Ferrari - che scarpe hai o quanta strada percorri, ma l’impronta che lasci».
Alessandra Mura
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