il dolore della comunità
«Per noi era un mito Non doveva finire così»
GORO. «Mio cognato era una persona buona e tranquilla e tutti qui a Goro possono confermarlo. Sì, ogni tanto alzava il gomito ed ha avuto qualche problemino ma come tutti. Ultimamente aveva fatto le...
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GORO. «Mio cognato era una persona buona e tranquilla e tutti qui a Goro possono confermarlo. Sì, ogni tanto alzava il gomito ed ha avuto qualche problemino ma come tutti. Ultimamente aveva fatto le analisi ed erano perfette, incredibilmente perfette. Io non so cosa sia successo, ma le incongruenze sono tante».
Lo sfogo dell’assessore Sergio Ferrari arriva direttamente sulla banchina del Porto di Goro, nel punto dove il corpo di Diego Turola, pescatore di 61 anni, è stato trovato ieri all’alba. «Prima di tutto vogliamo capire se la passerella montata dalla ditta che sta facendo i lavori è a norma o meno perché così ad occhio non sembra tanto stabile ed anche le protezioni appaiono insufficienti. Diego pesava un quintale, questa si muove già con un peso piuma». Quindi, «Il corpo di mio cognato galleggiava. Era morto da poche ore ma galleggiava, perché? Chi muore annegato, sta sotto per almeno un giorno, quindi riemerge: in che modo è arrivata la morte per lui? Non solo, la bicicletta come il telefono posso stare anche sul fondale, ma non i documenti». Le domande sono tante e come Ferrari la pensano quasi tutti i pescatori sul Porto di Goro.
Sconvolti al Bar Belvedere: «È arrivato qui pensando di trovare un suo amico calciatore con cui amava parlare e che invece aveva il giorno libero – spiega il titolare del locale – Ha bevuto un pochino troppo nel corso della serata e mi sono anche offerto di riportalo a casa ma non ha voluto. E poi questa mattina la notizia…una doccia fredda, un dolore forte». Tutti conoscevano Diego Truola, e non solo perché a Goro si conoscono tutti.
Turola è sempre stato un mito, uno di quei personaggi di cui ogni paese va in qualche modo fiero. Bello, forte e famoso. Lui che ha giocato contro i più forti, che era capace di raccontare ogni sera storie uguali e diverse di un passato scappato lasciando forse un presente amaro. «È incredibile come la vita possa offrire e togliere senza fare sconti – dice Fausto Gianella – Diego è stato per noi una figura quasi da sogno: si è trovato faccia a faccia con Rummenigge, nello stesso campo. Uno di Goro contro Rummenigge…”.
Lo sfogo dell’assessore Sergio Ferrari arriva direttamente sulla banchina del Porto di Goro, nel punto dove il corpo di Diego Turola, pescatore di 61 anni, è stato trovato ieri all’alba. «Prima di tutto vogliamo capire se la passerella montata dalla ditta che sta facendo i lavori è a norma o meno perché così ad occhio non sembra tanto stabile ed anche le protezioni appaiono insufficienti. Diego pesava un quintale, questa si muove già con un peso piuma». Quindi, «Il corpo di mio cognato galleggiava. Era morto da poche ore ma galleggiava, perché? Chi muore annegato, sta sotto per almeno un giorno, quindi riemerge: in che modo è arrivata la morte per lui? Non solo, la bicicletta come il telefono posso stare anche sul fondale, ma non i documenti». Le domande sono tante e come Ferrari la pensano quasi tutti i pescatori sul Porto di Goro.
Sconvolti al Bar Belvedere: «È arrivato qui pensando di trovare un suo amico calciatore con cui amava parlare e che invece aveva il giorno libero – spiega il titolare del locale – Ha bevuto un pochino troppo nel corso della serata e mi sono anche offerto di riportalo a casa ma non ha voluto. E poi questa mattina la notizia…una doccia fredda, un dolore forte». Tutti conoscevano Diego Truola, e non solo perché a Goro si conoscono tutti.
Turola è sempre stato un mito, uno di quei personaggi di cui ogni paese va in qualche modo fiero. Bello, forte e famoso. Lui che ha giocato contro i più forti, che era capace di raccontare ogni sera storie uguali e diverse di un passato scappato lasciando forse un presente amaro. «È incredibile come la vita possa offrire e togliere senza fare sconti – dice Fausto Gianella – Diego è stato per noi una figura quasi da sogno: si è trovato faccia a faccia con Rummenigge, nello stesso campo. Uno di Goro contro Rummenigge…”.
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