Si cerca di ricostruire le ultime settimane insieme della coppia
Proprio a causa delle tensioni la vittima viveva a Copparo e raggiungeva compagna e figlioletta nel weekend
AMBROGIO. L’ultimo saluto a Mirko Barioni, il 40enne copparese ucciso con due coltellate dalla compagna, la 45enne Lara Mazzoni, ci sarà la prossima settimana. In anticipo notevole rispetto ai 60 giorni richiesta, l’autopsia è praticamente già terminata ed è stato dato il nullaosta per i funerali, ma mancando alcuni documenti le esequie saranno quasi certamente fissate lunedì a Copparo.
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Nel frattempo, il nuovo avvocato della famiglia di Barioni (Eugenio Gallerani) ha incontrato i genitori ed i fratelli di Mirko, i quali hanno ribadito quanto espresso già all’indomani dell’uccisione del loro congiunto, ovvero la necessità di avere l’affido della loro nipotina di appena 3 anni, figlia di Mirko e Lara. È poi stato spiegato al legale che il 40enne copparese non è la persona raccontata in questi giorni. «I suoi parenti - spiega lo stesso Gallerani -, mi hanno spiegato che non era un violento, aveva sì la tendenza a bere, diventando molesto ma solo a parole, mai ha alzato le mani su altre persone o sulla compagna. Anzi, c’è un precedente avvenuto in un luogo pubblico in cui è stata proprio lei a colpire Mirko con un oggetto. Tutti dicono che era bravo sul lavoro e adorava la sua piccolina».
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Altra situazione da chiarire è quella relativa agli ultimi messi della coppia, visto che Barioni di fatto non abitava più stabilmente nella casa della Mazzoni, in via Bruno Rossi ad Ambrogio. Proprio a causa delle continue discussioni, i due avevano infatti deciso di tornare ad una fase iniziale del loro rapporto: di fatto Barioni abitava nella sua casa a Copparo fino al venerdì (durante la settimana lavorativa), per poi raggiungere la compagna e le sue due figlie (la loro di 3 anni e quella maggiore di 15, nata dal primo matrimonio della Mazzoni) nel week end. E sabato scorso c’era stata l’occasione di passare una bella giornata al mare tutti assieme, per godersi il sole e poi guardare la finale di Champions League.
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Ma i programmi sono stati rovinati dal clima di tensione diventato bollente nel corso della serata e poi sfociato nella lite che ha portato la Mazzoni a colpire due volte Barioni con un coltello da cucina, ferendolo mortalmente, nonostante l’intervento della stessa Lara (da tre giorni tornata ad Ambrogio, ai domiciliari, ma non nella sua casa, bensì in quella della zia Melissa in centro al paese, per stare vicina proprio alle due figlie) e dell’amico della figlia maggiore andato con loro a Lido Nazioni. (d.b.)
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