Tecnologia e sostenibilità Quando l’acquisto è social
A Baura aperto il primo punto vendita della piattaforma “L’alveare che dice sì!” I produttori che si iscrivono al portale mettono in vendita on line la loro merce
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Un insieme di tecnologia e agricoltura sostenibile, “L’Alveare che dice sì!” è il progetto che, dopo il grande successo ottenuto in Francia, intende portare anche in Italia il nuovo modo per fare la spesa: tramite la piattaforma www.alvearechedicesi.it, produttori locali e consumatori si uniscono per sostenere il consumo di prodotti freschi, genuini e a chilometro zero. Il progetto ha già conquistato i consumatori di Torino, Milano, Roma e molte altre città italiane, ed è arrivato ufficialmente anche a Ferrara, a pochi passi dal centro città inaugurando ieri pomeriggio in Via Raffanello, 78 il centro di raccolta e di “smistamento” dei prodotti acquistati.
Un nuovo modo per vendere e comprare i prodotti locali utilizzando internet e la sharing economy: questa l’idea alla base de “L'Alveare che dice Sì!” Unendo agricoltori, cittadini consapevoli e innovazione digitale, L'Alveare è una piattaforma online che permette una distribuzione più efficiente dei prodotti locali, per dar vita ad un modello di impresa sociale: la piattaforma di vendita favorisce gli scambi diretti fra agricoltori locali e comunità di consumatori, che si ritrovano una volta alla settimana creando piccoli mercati temporanei a Km 0, conosciuti come Alveari.
Ed è proprio Agnese Pazzi, insegnante di sostegno presso una scuola di Ferrara, responsabile del progetto ferrarese che ha aperto la propria casa in Via Raffanello al progetto dell'Alveare che ci spiega il funzionamento di questo nuovo sistema di commercializzazione dei prodotti agricoli.
«È una cosa estremamente semplice in fondo - spiega Agnese - i produttori locali presenti nel raggio di 250 km si iscrivono al portale e si uniscono in un “Alveare”, mettendo in vendita online i loro prodotti: frutta, verdura, latticini, formaggi. I consumatori che si registrano sul sito posso acquistare ciò che desiderano presso l’Alveare più vicino casa, scegliendo direttamente sulla piattaforma. Il ritiro dei prodotti avviene ogni venerdì della settimana dalle 18 alle 19.30 presso il referente dell'Alveare cioè colui che ha preso l’impegno di tenere il contatto con gli agricoltori e che si occupa di pianificare eventi, aperitivi e visite guidate nelle aziende dei produttori per creare un vero network di relazione e conoscenza diretta. L’incontro tra agricoltori e consumatori può avvenire in luoghi diversi, dal bar al ristorante, alla sala dell’associazione che mette a disposizione i propri spazi. Lo spirito però è sempre lo stesso: permettere ai produttori di vendere direttamente e in modo facile e dare ai consumatori accesso ad alimenti freschi, locali e di qualità, rivalutando il cibo e il suo ruolo nella promozione di uno stile di vita sano. Oggi abbiamo Aperto il primo punto, ma sono certa che il mio esempio verrà seguito anche da altri perché è un progetto vincente».
«In questo meccanismo, continua Pazzi, che mette al centro la comunità e la genuinità dei prodotti, è fondamentale il ruolo della tecnologia: la piattaforma è stata sviluppata lavorando a stretto contatto con gli utilizzatori, per modernizzare ed accelerare la filiera corta e promuovere un modello di commercio più equo e locale. Abbiamo privilegiato quelle imprese che sono meno strutturate e che hanno più difficoltà a raggiungere i mercati importanti e che puntano su un prodotto di qualità, sano, naturale. Aziende agricole comunque Non solo di Ferrara ma anche delle provincie vicine ma che siano in linea con la filosofia del progetto».
Lauro Casoni
Un nuovo modo per vendere e comprare i prodotti locali utilizzando internet e la sharing economy: questa l’idea alla base de “L'Alveare che dice Sì!” Unendo agricoltori, cittadini consapevoli e innovazione digitale, L'Alveare è una piattaforma online che permette una distribuzione più efficiente dei prodotti locali, per dar vita ad un modello di impresa sociale: la piattaforma di vendita favorisce gli scambi diretti fra agricoltori locali e comunità di consumatori, che si ritrovano una volta alla settimana creando piccoli mercati temporanei a Km 0, conosciuti come Alveari.
Ed è proprio Agnese Pazzi, insegnante di sostegno presso una scuola di Ferrara, responsabile del progetto ferrarese che ha aperto la propria casa in Via Raffanello al progetto dell'Alveare che ci spiega il funzionamento di questo nuovo sistema di commercializzazione dei prodotti agricoli.
«È una cosa estremamente semplice in fondo - spiega Agnese - i produttori locali presenti nel raggio di 250 km si iscrivono al portale e si uniscono in un “Alveare”, mettendo in vendita online i loro prodotti: frutta, verdura, latticini, formaggi. I consumatori che si registrano sul sito posso acquistare ciò che desiderano presso l’Alveare più vicino casa, scegliendo direttamente sulla piattaforma. Il ritiro dei prodotti avviene ogni venerdì della settimana dalle 18 alle 19.30 presso il referente dell'Alveare cioè colui che ha preso l’impegno di tenere il contatto con gli agricoltori e che si occupa di pianificare eventi, aperitivi e visite guidate nelle aziende dei produttori per creare un vero network di relazione e conoscenza diretta. L’incontro tra agricoltori e consumatori può avvenire in luoghi diversi, dal bar al ristorante, alla sala dell’associazione che mette a disposizione i propri spazi. Lo spirito però è sempre lo stesso: permettere ai produttori di vendere direttamente e in modo facile e dare ai consumatori accesso ad alimenti freschi, locali e di qualità, rivalutando il cibo e il suo ruolo nella promozione di uno stile di vita sano. Oggi abbiamo Aperto il primo punto, ma sono certa che il mio esempio verrà seguito anche da altri perché è un progetto vincente».
«In questo meccanismo, continua Pazzi, che mette al centro la comunità e la genuinità dei prodotti, è fondamentale il ruolo della tecnologia: la piattaforma è stata sviluppata lavorando a stretto contatto con gli utilizzatori, per modernizzare ed accelerare la filiera corta e promuovere un modello di commercio più equo e locale. Abbiamo privilegiato quelle imprese che sono meno strutturate e che hanno più difficoltà a raggiungere i mercati importanti e che puntano su un prodotto di qualità, sano, naturale. Aziende agricole comunque Non solo di Ferrara ma anche delle provincie vicine ma che siano in linea con la filosofia del progetto».
Lauro Casoni
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