«Terza corsia, cantiere entro il 2019»
di Gian Pietro Zerbini
L’assessore Donini: la Regione spinge su questo progetto strategico. La situazione è ferma da troppo tempo
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«Entro il 2019 il progetto della costruzione della terza corsia tra i caselli di Bologna Arcoveggio e di Ferrara Sud sull’autostrada A13 entrerà nella fase cantierabile, in pratica inizieranno i lavori prima della fine della legislatura regionale».
Raffaele Donini, assessore regionale alle infrastrutture e ai trasporti, si sbilancia anche sulle date e detta l’agenda degli interventi di un progetto dove la Regione sta spingendo per renderlo operativo nel più breve tempo possibile.
«Per noi – continua Donini – la terza corsia tra Bologna e Ferrara è una priorità che darà continuità ai vari progetti strutturali che si stanno realizzando intorno al nodo di Bologna, dalla tangenziale all’innesto con l’A14. Il collegamento autostradale a nord di Bologna con Ferrara diventa strategico per l’anello viario metropolitano e ne troveranno beneficio non solo la città estense e la sua provincia ma anche molti comuni bolognesi».
Il progetto per realizzare la terza corsia nei primi 33 chilometri dell’autostrada – analogo progetto è all’esame anche nell’ultimo tratto, da Monselice a Padova Sud – vedrà un investimento per il solo tratto emiliano di 460 milioni di euro da parte della Società Autostrade. Quel tratto autostradale è interessato da un carico di 54.000 veicoli che mediamente di transitano ogni giorno, di questi il 30% è rappresentato da mezzi pesanti, con una delle percentuali più consistenti. D’altra parte è ormai sotto gli occhi di tutti come il primo tratto della A13 sia particolarmente congestionato dai mezzi pesanti e proprio nelle province di Ferrara e Bologna è stato istituito il divieto di sorpasso per i mezzi oltre le 12 tonnellate dalle 6 alle 22. Questo anche per una serie di incidenti verificatisi sulla A13 e proprio le sole due corsie rappresentano una scorso deflusso in caso di code e rallentamenti.
Su un punto Donini concorda in pieno con i tanti automobilisti e camionisti ferraresi che ogni giorno per questioni soprattutto di lavoro si devono spostare nell’area bolognese utilizzando la A13, anche solo ad esempio per raggiungere l’aeroporto “Marconi” a Borgo Panigale.
«Il progetto della terza corsia sulla A13 è fermo da troppo tempo – insiste l’assessore regionale - e bisogna renderlo operativo al più presto. Si sta lavorando sulla procedura di impatto ambientale per l’allargamento e nei prossimo mesi si dovrebbero concludere i lavori previsti dall’iter con il decreto Via, con un adeguamento del progetto amministrativo e la redazione del progetto esecutivo».
Donini sollecita anche le amministrazioni comunali (soprattutto quelle bolognesi, visto che Ferrara ha da sempre dato parere favorevole al progetto invitando ad accelerare i tempi tecnici) a trovare rapidamente un accordo sui lavori di compensazione che un tale progetto comporta, nell’interesse di tutti. La Regione quindi si mette in prima linea per favorire la creazione di questa allargamento autostradale che va ad aggiungersi agli altri grandi progetti che si sono sbloccato in questi anni come il nodo stradale di Bologna con un investimento di oltre un miliardo di euro.
L’operazione complessiva prevederà anche una fase di espropri di alcuni terreni, anche se in alcune zone questo è già stato fatto preventivamente negli anni passati e poi ci sono da adeguare circa 30 ponti di strade provinciali e comunali che sovrastano l’autostrada.
In un triennio, considerato che l’autostrada - a parte il fiume Reno - non ha particolari ostacoli naturali essendo tutta in pianura, la terza corsia potrebbe essere pronta, a patto che i comuni dell’area metropolitana di Bologna non si mettano troppo di traverso. Ma le dichiarazioni perentorie dell’assessore Donini fanno intendere che la Regione sta spingendo per realizzare un progetto che a Ferrara è caldeggiato da più parti. E chissà che con l’impresa della Spal anche a Bologna non comincino a pensare seriamente che Ferrara sia una città di serie A e meriti un’autostrada quanto meno decente, visto che è l’unica arteria degna di tale nome, in un panorama viario da “calcio dilettanti”.
Raffaele Donini, assessore regionale alle infrastrutture e ai trasporti, si sbilancia anche sulle date e detta l’agenda degli interventi di un progetto dove la Regione sta spingendo per renderlo operativo nel più breve tempo possibile.
«Per noi – continua Donini – la terza corsia tra Bologna e Ferrara è una priorità che darà continuità ai vari progetti strutturali che si stanno realizzando intorno al nodo di Bologna, dalla tangenziale all’innesto con l’A14. Il collegamento autostradale a nord di Bologna con Ferrara diventa strategico per l’anello viario metropolitano e ne troveranno beneficio non solo la città estense e la sua provincia ma anche molti comuni bolognesi».
Il progetto per realizzare la terza corsia nei primi 33 chilometri dell’autostrada – analogo progetto è all’esame anche nell’ultimo tratto, da Monselice a Padova Sud – vedrà un investimento per il solo tratto emiliano di 460 milioni di euro da parte della Società Autostrade. Quel tratto autostradale è interessato da un carico di 54.000 veicoli che mediamente di transitano ogni giorno, di questi il 30% è rappresentato da mezzi pesanti, con una delle percentuali più consistenti. D’altra parte è ormai sotto gli occhi di tutti come il primo tratto della A13 sia particolarmente congestionato dai mezzi pesanti e proprio nelle province di Ferrara e Bologna è stato istituito il divieto di sorpasso per i mezzi oltre le 12 tonnellate dalle 6 alle 22. Questo anche per una serie di incidenti verificatisi sulla A13 e proprio le sole due corsie rappresentano una scorso deflusso in caso di code e rallentamenti.
Su un punto Donini concorda in pieno con i tanti automobilisti e camionisti ferraresi che ogni giorno per questioni soprattutto di lavoro si devono spostare nell’area bolognese utilizzando la A13, anche solo ad esempio per raggiungere l’aeroporto “Marconi” a Borgo Panigale.
«Il progetto della terza corsia sulla A13 è fermo da troppo tempo – insiste l’assessore regionale - e bisogna renderlo operativo al più presto. Si sta lavorando sulla procedura di impatto ambientale per l’allargamento e nei prossimo mesi si dovrebbero concludere i lavori previsti dall’iter con il decreto Via, con un adeguamento del progetto amministrativo e la redazione del progetto esecutivo».
Donini sollecita anche le amministrazioni comunali (soprattutto quelle bolognesi, visto che Ferrara ha da sempre dato parere favorevole al progetto invitando ad accelerare i tempi tecnici) a trovare rapidamente un accordo sui lavori di compensazione che un tale progetto comporta, nell’interesse di tutti. La Regione quindi si mette in prima linea per favorire la creazione di questa allargamento autostradale che va ad aggiungersi agli altri grandi progetti che si sono sbloccato in questi anni come il nodo stradale di Bologna con un investimento di oltre un miliardo di euro.
L’operazione complessiva prevederà anche una fase di espropri di alcuni terreni, anche se in alcune zone questo è già stato fatto preventivamente negli anni passati e poi ci sono da adeguare circa 30 ponti di strade provinciali e comunali che sovrastano l’autostrada.
In un triennio, considerato che l’autostrada - a parte il fiume Reno - non ha particolari ostacoli naturali essendo tutta in pianura, la terza corsia potrebbe essere pronta, a patto che i comuni dell’area metropolitana di Bologna non si mettano troppo di traverso. Ma le dichiarazioni perentorie dell’assessore Donini fanno intendere che la Regione sta spingendo per realizzare un progetto che a Ferrara è caldeggiato da più parti. E chissà che con l’impresa della Spal anche a Bologna non comincino a pensare seriamente che Ferrara sia una città di serie A e meriti un’autostrada quanto meno decente, visto che è l’unica arteria degna di tale nome, in un panorama viario da “calcio dilettanti”.
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