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Tragedia di via Siepe La verità dall’autopsia 

Tragedia di via Siepe La verità dall’autopsia 

L’esame dovrà verificare il collegamento tra la morte e le coltellate di due mesi fa La figlia, che soffre di disturbi mentali, sottoposta a perizia psichiatrica

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È un atto dovuto, tecnico, che la procura ha ordinato ieri mattina per fare piena luce sulla tragedia di via della Siepe, sulla morte di Gianfranco Frighi, l’uomo di 77 anni deceduto due mesi dopo esser stato accoltellato dalla figlia Anna, 43enne, con problemi psichici. Ieri mattina il pm Stefano Longhi alla presenza del difensore della Frighi, Giacomo Forlani, ha nominato il medico legale (il dottor Stefano Malaguti che sarà affiancato dal consulente della difesa, Marco Tudini di Bologna) che dovrà eseguire l’autopsia su Frighi stesso per valutare se vi possano essere collegamenti tra la morte e quel fendente della figlia senza controllo sul padre.

La tragedia come si ricorda risale al 28 marzo scorso quando la figlia Anna, aggredì il padre in casa colpendolo con un coltellaccio di 30 centimetri che aveva preso in cucina. Come si ricorda era stata proprio lei, dopo l’aggressione, a chiamare il 118 alla presenza di un vicino che era intervenuto per mediare la situazione dopo le urla disperate dall’appartamento a fianco. Dopo l’aggressione violenta, il papà era stato ricoverato in ospedale e dopo in un primo momento era stato stabilizzato.

Dopo oltre 2 mesi, però, la situazione sanitaria è precipitata portando il papà al decesso. Occorre ricordare che come già richiesto dalla difesa e accolto dalla procura, Anna Frighi è stata sottoposta a perizia psichiatrica da parte del consulente della procura (Renato Ariatti) mentre il tecnico della difesa (Amedeo Ciccotti) valuterà assieme al collega le condizioni psichiatriche della figlia che da tempo soffriva di problemi psichiatrici per indicare se vi fosse una totale o parziale incapacità di intendere e volere mentre aggrediva il padre.

Che lo sfondo di questa tragedia sia del tutto psichiatrico è ormai assodato: nel pomeriggio di quel 28 marzo, Anna aveva avuto una visita, un Aso (accertamento sanitario obbligatorio). Poi, accompagnata dal genitore, era tornata a casa.

Poco prima delle 20.30, mentre la madre era in bagno e il padre in poltrona, Anna andò in cucina prendendo il coltello e colpendo il padre. La madre uscì dal bagno urlando e il vicino del piano di sotto intervenne: alla sua presenza Anna Frighi posò il coltello e poi chiamò il 118: «Venite ho accoltellato mio padre». Poi altro buio: la donna tornò in cucina, per prendere un altro coltello che fu convinta a posare. Quindi 118 e polizia arrivarono nella casa e padre e figlia furono portati in ospedale. Dagli atti sanitari era emerso che Anna aveva agito per «una degenerazione psicotica da depressione grave». Ora la parola ai periti psichiatrici e ai medici legali sulla tragedia di via della Siepe. Poi la procura sulla base di queste indicazioni valuterà il profilo penale di Anna Frighi.

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