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Troppo piombo nell’acqua «Ma solo in quell’asilo» 

Troppo piombo nell’acqua «Ma solo in quell’asilo» 

I controlli di Hera a San Martino e nella rete escludono contaminazioni diffuse Capozzi (Comune): lunedì intervento sulla tubatura. Preoccupati i genitori

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La concentrazione anomala di piombo nell’acqua potabile, che ha provocato la chiusura dei rubinetti della scuola materna di San Martino, non è dovuta ad un problema di rete. «Abbiamo effettuato controlli specifici, una volta avvertiti dall’Asl, sia nella zona di San Martino che più in generale nella rete - ha fatto sapere ieri Hera - e non risulta nulla di anomalo». I controlli risalgono al 7 giugno, qualche giorno dopo la scoperta alla scuola materna, e tranquillizzano sul fatto che il problema possa non essere limitato a quella sola utenza di via Chiesa. Il precedente di qualche anno fa, quando una simile anomalia si registrò nella scuola di Francolino, ha peraltro concentrato da subito l’attenzione sulla conduttura interna: ci sono però differenze con il caso precedente, che potrebbero complicare la soluzione della vicenda. «A Francolino il pezzo di collegamento tra il contatore e la scuola era effettivamente in piombo, e una volta sostituito quello, il problema si risolse - ricorda Luca Capozzi, ingegnere capo del Comune - A San Martino ci risulta che una parte dell’impianto sia in acciaio e l’altra in pvc, quindi la situazione è diversa. Forse ci sono ancora delle parti, degli snodi, in piombo, e la contaminazione potrebbe essere partita da lì». Il Comune, dopo oltre una settimana di monitoraggi e analisi che hanno mostrato una concentrazione di piombo costantemente superiore al livello di legge, ha quindi deciso di agire: lunedì mattina una squadra di idraulici si applicherà alla conduttura, per cercare di scoprire e risolvere il guaio.

Non basta in effetti una normale usura a provocare un simile rilascio di piombo nell’acqua, va quindi ipotizzato un deterioramento o la rottura di un elemento della conduttura. Se però il problema non dovesse essere individuato, sarebbe necessario intervenire comunque per garantire la regolare conclusione dell’anno scolastico, che chiude a fine giugno.

I 70 bimbi divisi nelle tre sezioni della materna, infatti, convivono assieme alle loro educatrici e alle famiglie una situazione di notevole disagio, in quanto l’acqua corrente non può essere usata nemmeno per lavarsi. Il maxi rifornimento di bottigliette di acqua minerale è un argine fragile, alla lunga. «Da giorni tempestiamo di Pec il Comune e l’Istituzione scuola per chiedere informazioni più precise e indicazioni su come risolvere la situazione - raccontava ieri uno dei genitori più attivi su questo fronte - Con questi caldi la situazione si sta facendo insostenibile, non è possibile lavare con bottigliette dei bimbi che stanno sempre all’aperto e si sporcano. E l’informazione su quanto stava succedendo in questi giorni si è limitata al cartello appeso ai rubinetti». Proprio ieri è arrivata una mail di risposta, con la spiegazione di quanto accaduto ma senza la richiesta copia dei risultati delle analisi.

Stefano Ciervo

©RIPRODUZIONE RISERVATA

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