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I migranti atleti per il Palio Il Furnas si rinforza in Africa

I migranti atleti per il Palio Il Furnas si rinforza in Africa

COPPARO. Il Palio di Copparo è nel momento clou. Assieme ai vertici del rione Furnas arrivano i protagonisti di questa storia: Mamadou Ndiaye ha 31 anni, viene da Touba, in Senegal; Ibrahima Bah, 19...

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COPPARO. Il Palio di Copparo è nel momento clou. Assieme ai vertici del rione Furnas arrivano i protagonisti di questa storia: Mamadou Ndiaye ha 31 anni, viene da Touba, in Senegal; Ibrahima Bah, 19 anni di simpatia estroversa da Kindia in Guinea; Shorunke Ayo viene dallo stato di Ogun in Nigeria e guarda tutto con grande attenzione; poi la risata contagiosa di Malang Sadyo da Simbandi in Senegal. Domenica scorsa erano in piazza con il Furnas. Abiti storici anche per questi migranti, a far da sostegno alle quinte della scena che ha portato la loro contrada a vincere il “Coluccia”. E saranno ancora di scena sabato 17 nella serata dei giochi di piazza, a dar il loro contributo. Con loro c’è anche il giovane Matteo Turra, uomo di vertice della squadra biancoarancio per il palo della cuccagna, che sale sulle spalle di giganti.

Durante l’incontro passa il sindaco Nicola Rossi: dice ridendo che ha fatto di tutto per il Palio, anche il cardinale... E sottolinea che è bello si sia riusciti a concedere una sede ad ogni contrada, per dare modo di crescere con dei punti di riferimento.

Grossi, i ragazzi , sono grossi. Una scelta ragionata, no? Chi cura la parte atletica, Erik Piazzi, risponde con un sogghigno: «Eravamo in difficoltà con gli atleti. Non ne trovavamo abbastanza. A Coccanile, dove abito, c’era questo gruppo e ho avuto la pazza idea di coinvolgersli e sono stati entusiasti di farlo. Oltre al palo della cuccagna due di loro faranno anche la staffetta delle bandiere». «Per la nostra contrada - dice il presidente Giuseppe Fornito - è normale essere pronti ad accogliere chi vuole partecipare». I quattro non parlano tanto, ma sono molto attenti. «Siamo contenti ma anche spaventati. Gareggiare davanti a tanta gente deve essere da paura - dice Ibrahima -, ma dev’essere divertente. Proviamo e vediamo».

Nessuno di loro aveva mai sentito parlare di palo della cuccagna, ma si sono allenati moltissimo e ora sono pronti. E, soprattutto, sono stati accolti alla pari e per stare in compagnia, per fare comunità. (ale.bas.)

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