Lara fu denunciata dall’ex marito per averlo aggredito
Continuano le ricerche sulla vita della donna e della vittima Intanto martedì in Certosa ci saranno i funerali di Mirko
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AMBROGIO. Si terranno martedì pomeriggio, nell’ara crematoria della Certosa di Ferrara, i funerali di Mirko Barioni, il 40enne di Copparo ucciso a coltellate dalla compagna Lara Mazzoni nell’abitazione di lei ad Ambrogio nella notte fra sabato e domenica scorsi. In anticipo rispetto al previsto, ieri sono stati consegnati i documenti mancanti e subito fissata la cerimonia funebre. Alle 15.15 è prevista la partenza del corteo dall’Ospedale Sant’Anna di Cona, poi alle 15.30 la cerimonia in Certosa a cui seguirà la cremazione. I familiari della vittima della tragedia di Ambrogio (i genitori e i due fratelli con le rispettive famiglie) hanno deciso di non volere fiori, bensì donazioni all’Ado di Ferrara.
Alla cerimonia di martedì pomeriggio sarà presente anche il primo cittadino di Berra, Erik Zaghini, in veste privata in quanto amico di Barioni, suo compagno di classe alle scuole medie e poi amico negli anni della gioventù e anche compagno di squadra nella formazione di calcio amatoriale di Cologna.
Nel frattempo, continua anche il lavoro degli avvocati delle due parti (Fabio Anselmo per Lara Mazzoni, Eugenio Gallerani per la famiglia di Barioni), impegnati alla ricerca di testimonianze su quelli che sono stati gli ultimi mesi della coppia e, soprattutto, su quelle che sono state le dinamiche all’interno della coppia. E in tal senso, oltre agli interventi dei carabinieri effettuati nel 2013 e 2014 nella casa di via Bruno Rossi ad Ambrogio per calmare gli animi, spunta ora una denuncia effettuata anni fa da Mirko Manarini, l’ex marito di Lara e padre della figlia 15enne della Mazzoni. Ebbene, risulta che il marito denunciò la moglie per aggressione, episodio ovviamente importante nella ricostruzione della tragedia, anche in considerazione di quanto hanno dichiarato i familiari di Barioni al loro avvocato: «Mirko ogni tanto beveva e diventava molesto ma solo parole, non aveva l’abitudine di alzare le mani». E sarebbe spuntato un altro episodio violento nel passato della coppia, ma con la Mazzoni che colpì Barioni con un oggetto, a Bologna.
Insomma, il quadro che si delinea è quello di una coppia in cui le tensioni erano all’ordine del giorno e questo spiega la decisione presa di comune accordo di interrompere la convivenza, pur continuando a frequentarsi, con la vittima che raggiungeva la compagna, la propria figlioletta di 3 anni e l’altra figlia della Mazzoni nel solo week end. (d.b.)
©RIPRODUZIONE RISERVATA.
Alla cerimonia di martedì pomeriggio sarà presente anche il primo cittadino di Berra, Erik Zaghini, in veste privata in quanto amico di Barioni, suo compagno di classe alle scuole medie e poi amico negli anni della gioventù e anche compagno di squadra nella formazione di calcio amatoriale di Cologna.
Nel frattempo, continua anche il lavoro degli avvocati delle due parti (Fabio Anselmo per Lara Mazzoni, Eugenio Gallerani per la famiglia di Barioni), impegnati alla ricerca di testimonianze su quelli che sono stati gli ultimi mesi della coppia e, soprattutto, su quelle che sono state le dinamiche all’interno della coppia. E in tal senso, oltre agli interventi dei carabinieri effettuati nel 2013 e 2014 nella casa di via Bruno Rossi ad Ambrogio per calmare gli animi, spunta ora una denuncia effettuata anni fa da Mirko Manarini, l’ex marito di Lara e padre della figlia 15enne della Mazzoni. Ebbene, risulta che il marito denunciò la moglie per aggressione, episodio ovviamente importante nella ricostruzione della tragedia, anche in considerazione di quanto hanno dichiarato i familiari di Barioni al loro avvocato: «Mirko ogni tanto beveva e diventava molesto ma solo parole, non aveva l’abitudine di alzare le mani». E sarebbe spuntato un altro episodio violento nel passato della coppia, ma con la Mazzoni che colpì Barioni con un oggetto, a Bologna.
Insomma, il quadro che si delinea è quello di una coppia in cui le tensioni erano all’ordine del giorno e questo spiega la decisione presa di comune accordo di interrompere la convivenza, pur continuando a frequentarsi, con la vittima che raggiungeva la compagna, la propria figlioletta di 3 anni e l’altra figlia della Mazzoni nel solo week end. (d.b.)
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