Nelle urne gli equilibri dei territori
Il fondo domenicale del direttore della Nuova Ferrara sulle elezioni amministrative di oggi
FERRARA. La chiamata alle urne è per eleggere sindaci e amministrazioni comunali, oggi. Pure le schede dei ventisettemila elettori di Comacchio e di Terre del Reno si annunciano decisive anche fuori dai confini municipali, per gli equilibri dei rispettivi territori: patti, intese e decisioni strategiche. Tanto nell’Alto Ferrarese, con il comune nato dalla fusione di Mirabello e Sant’Agostino a cui la geografia assegna il ruolo di cerniera naturale e che, sotto il profilo dell’appartenenza politica, può risultare determinante tra una Cento a guida civica, la leghista Bondeno, l’amministrazione di Vigarano Mainarda marcatamente Pd e l’esperienza civica di centrodestra di Poggio Renatico.
Altrettanto nel Delta atteso da scelte di campo, a partire da quelle sulle politiche per il turismo dentro la “Destinazione Romagna” e sulla governance del Parco.
Il Parco regionale è destinato a fondersi con il corrispettivo veneto in parco nazionale; il processo è avviato, ma servirà almeno un anno perché il nuovo ente possa diventare pienamente operativo, mentre sui vertici del Delta emiliano-romagnolo, già a fine mese, incombe la scadenza del mandato regionale. Secondo la regola dell’alternanza sempre rispettata tra Ferrara e Ravenna, spetterebbe ai nostri indicare il presidente per l’ultimo giro, necessariamente un traghettatore.
Comacchio ha in mano le carte più alte, ma deve trovare sponde ed alleanze. Parte dalle buone relazioni con i comuni limitrofi, tessute nell’ultimo biennio in cui ha acquisito un ruolo riconosciuto di leadership territoriale. Come al tavolo socio-sanitario d’area, dal quale stanotte si guarderà con interesse all’esito delle urne.
Buon voto. E buone letture con l’abbinata La Nuova-La Stampa che regala a Ferrara un affaccio privilegiato sul mondo.
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