Viabilità sulla Porrettana il problema di Montalbano
Un Caffè con la Nuova Ferrara. Manca il marciapiede e non ci sono strade secondarie collegate tra loro. L’aggregazione al centro sociale della vecchia scuola, risorsa per il paese
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FERRARA. È una comunità piccola ma molto attiva quella di Montalbano – poco più di 1000 anime sulla via Bologna, a pochi chilometri dal fiume Reno: a differenza di altri paesi simili, diventati ormai solo dei dormitori, qua infatti esiste ancora un senso di comunità: prova ne è che questo “Caffè con la Nuova”, alla presenza del direttore Luca Traini, sia stato ospitato proprio sotto gli stand Sagra, un evento che, nonostante le difficoltà, da 37 anni continua a unire e affiatare il paese» – afferma con orgoglio Gianfranco Guzzinati, storico organizzatore della Festa.
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«Un momento in cui giovani e anziani si incontrano e lavorano insieme, e questa è una bella cosa» – gli fa subito eco Alida, una delle cuoche. Altro importante punto di riferimento ed aggregazione è il centro sociale, un po’ un vanto per Montalbano, essendo stato fortemente voluto e costituito proprio da alcuni abitanti del paese. «Nel 1998 le vecchie scuole elementari dovevano diventare un centro di prima accoglienza – racconta Maurizio Passerini, con un passato di attività all’interno della Circoscrizione Sud – ma noi invece volevamo si facesse qualcosa a favore del paese; ed è così che abbiamo proposto un progetto alternativo all’allora sindaco Sateriale nel 1999, trovando una grande disponibilità in particolare da parte di Tagliani, allora vicesindaco». Ed è così che è nato il centro sociale di Montalbano, il quale ora conta circa 300 soci, un punto di riferimento in particolare per gli anziani. Molte sono le attività che svolge, dai corsi di inglese a quelli di sfoglia, quest’ultimo particolarmente apprezzato. «Io però ho poco tempo per queste cose, devo stare dietro all’orto» , afferma scherzando il signor Franco, 87 anni portati splendidamente. Molto attiva anche la parrocchia, con attività «in particolar modo rivolte ai nostri bambini e ragazzi – afferma il parroco don Luigi Corticelli – quest’estate ad esempio li porteremo al Passo della Mendola». Non solo aspetti positivi però per Montalbano, ma anche problematiche: una su tutte la pericolosità di via Bologna. Tutto nasce dalla particolare urbanistica del paese, completamente disposto sulla statale Porrettana senza mai aver conosciuto uno sviluppo verso l’interno. «Le strade secondarie che si diramano dalla via Bologna non sono collegate tra loro – interviene un volontario della sagra – quindi ovunque devi andare, a piedi o in bicicletta, sei obbligato a passare su via Bologna». La quale è molto trafficata, specie quando l’autostrada tra Altedo e Ferrara è chiusa, e spesso i mezzi transitano molto spediti. «Da molto tempo chiediamo un breve tratto di marciapiede nel centro del paese dove la gente – in particolare studenti e anziani – attraversano la strada per prendere l’autobus – afferma Michele Roncarati – ma il Comune non se n’è mai interessato, nonostante la curia, proprietaria dell’area adiacente alla strada, fosse disposta a concedere lo spazio». Una pericolosità sulla quale tutti i presenti concordano all’unisono. Critiche anche per il sistema di differenziata – «vengono da Gallo per portare il pattume da noi» denuncia un presente – e per le fogne che mancano, con scoli che avvengono quindi a cielo aperto. Riguardo i servizi e le attività commerciali, anche Montalbano come molti altri paesi ha conosciuto una certa involuzione negli ultimi anni».
Marcello Ferrari
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