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«Nessun allarme su Igor Qualcuno ha sbagliato» 

«Nessun allarme su Igor Qualcuno ha sbagliato» 

I figli di Valerio Verri: nessuno dice nulla, facciamo domande, zero risposte  «Solo i giornali ci informano». Dai saluti del killer con la cartolina-burla alla caccia

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ARGENTA. «Qualcuno ha sbagliato e dovrà prendersi la responsabilità di ciò che non è stato fatto: hanno l’obbligo di darci risposte, prima o poi si capirà chi ha sbagliato davvero in questa storia. Noi lo ripetiamo, non puntiamo il dito contro nessuno ma se la legge è uguale per tutti lo è anche per chi dovrà darci spiegazioni, mentre la nostra vita si è trasformata in peggio»: sono arrabbiati Francesca ed Emanuele Verri, i figli di Valerio la guadi ecologica uccisa da Igor il russo/Norbert il serbo, la sera dell’8 aprile e ancora oggi dopo 65 giorni in fuga. Arrabbiati, tanto, tantissimo da convocare tramite il loro legale Fabio Anselmo una conferenza stampa - ieri pomeriggio - in cui il legale ha esordito dicendo di essere venuto a conoscenza di fatti, retroscena su indagini e sulla fuga di Igor solo dai giornali. Si presenta Anselmo con una copia della Nuova in mano, con le notizia del trasferimento a Bologna dell’omicidio Verri e della cartolina inviata da Igor: un monumento alla burla, ma chi sta soffrendo per la perdita di un proprio caro non ha voglia di ridere. Una cartolina sulla quale non vi sono certezze, repertata dopo essere stata recapitata al Comando carabinieri Ferrara, ma non trasmessa al Ris per estrarre riscontri o chissà cosa. Burla era e burla resta, ma certo non andava nascosta. «Sì, non possiamo che ringraziare giornali e giornalisti per tenerci aggiornati - spiegano i due figli Verri - Poichè nonostante le nostre richieste, dagli inquirenti non riusciamo mai a saper nulla, ci dicono ci sono indagini in corso, non si può comunicare nulla. Per fortuna ci siete voi che ci tenete al corrente. Noi dal nostro canto abbiamo fatto 100 domande ma risposte zero». Domande sul perchè Igor non sia stato ancora preso, se Igor/Norbert sia ancora lì nella zona, perchè le forze in campo si sono ridotte così drasticamente («da mille uomini a 50 leggiamo»).

L’inchiesta sull’omicidio del padre Valerio, presto sarà trasferita a Bologna e assegnata al pm Marco Forte che segue il delitto di Budrio, «per competenza per connessione». Ma resta invece qui a Ferrara l’inchiesta che loro stessi hanno voluto far aprire, tramite il loro legale con un esposto alla procura sul mancato “allarme sulla presenza di Igor” che ha portato alla morte del padre. «Non ci voleva uno scienziato per capire che il lavoro di nostro padre era pericoloso in quei momenti, perchè nessuno ha fermato quei controlli prima dell’8 aprile e solo dopo con negligenza e ritardo: per questo vogliamo risposte e che ci chiedano scusa». (d.p.)

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