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Vaccini, niente sanzioni per l’appello free-vax 

Vaccini, niente sanzioni per l’appello free-vax 

Di Lascio (Ordine): nessuna istruttoria per i medici ferraresi che lo firmarono L’unico rilievo: su una questione così delicata non opportuna la lettera aperta

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FERRARA. L’Ordine dei medici di Ferrara non aprirà un’istruttoria a carico dei quattro professionisti ferraresi firmatari, nell’ottobre 2015, di un appello nazionale assieme ad oltre150 colleghi in cui si affermava che i bambini non vaccinati «appaiono globalmente più sani» di quelli vaccinati e che «nelle attuali condizioni socio-sanitarie del nostro Paese non sembra nè necessario nè urgente ricorrere alle vaccinazioni di massa». Obbligo nel frattempo intervenuto dopo che nello scorso mese di maggio il governo ha approvato il decreto legge che lo impone con diverse graduazioni nelle scuole di vari ordini e grado.

«Abbiamo già affrontato in Consiglio, qui a Ferrara, la questione sollevata dall’adesione a quella lettera - annuncia il presidente dell’Ordine estense, Bruno Di Lascio - ma non abbiamo rinvenuto in quel documento affermazioni tali da dover richiedere l’apertura di procedimenti disciplinari». I nomi dei quattro medici estensi compaiono in calce al testo rilanciato all’epoca da decine di siti internet e testate on line: la pediatra Maria Luisa Ferrari, la radiologa Rita Baraldi, l’urologo Domenico Battaglia e il pediatra Mario Berveglieri. Il riferimento alla lettera aperta del 2015, indirizzata a Walter Ricciardi, presidente dell’Istituto Superiore di Sanità (Iss), e vicina alle posizioni dei free-vax, è significativo perché nelle ultime settimane alcuni dei medici che hanno sottoscritto quel testo, come Roberto Gava e Dario Miedico, sono stati radiati dagli Ordini competenti, Treviso e Milano, che hanno adottato la linea dura nei confronti di chi mette in dubbio l’efficacia dei vaccini (entrambi hanno annunciato ricorso).

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L’Ordine di Ferrara ha assunto una posizione differente. «La lettera era indirizzata all’Iss ed esponeva considerazioni emerse durante la pratica medica - osserva Di Lascio - In nessuna parte del testo compaiono affermazioni che contestano l’utilità dei vaccini. Si può eccepire invece sulla modalità di divulgazione della lettera, che interviene su una materia molto delicata che sta facendo discutere con toni anche accesi per il calo d’incidenza delle persone immunizzate e per i possibili effetti di questa tendenza». Insomma la «riservatezza» nel confronto con l’Iss, nel momento in cui si solleva una questione con un contenuto scientifico, sarebbe stata preferibile ma la sola diffusione del testo al pubblico non rappresenta - ad avviso dell’Ordine di Ferrara - una motivazione sufficiente per convocare l’organo disciplinare. Di Lascio chiude con una domanda: «Che competenze scientifiche ha Mario Zamorani per intervenire su un caso come questo?». E con un ricordo: «Anche io, in passato, in una contingenza particolare, mi ero espresso in modo critico sul vaccino dell’influenza, ma ho poi riconosciuto che su una materia così delicata, come medico e presidente dell’Ordine, non è corretto esprimere posizioni personali». (gi.ca.)
 

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