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Doccia fredda Pd Tassinari paga la spaccatura interna 

Doccia fredda Pd Tassinari paga la spaccatura interna 

Il candidato: non ho rimpianti, ora guardiamo avanti Il segretario provinciale: progetto intaccato da personalismi

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SAN CARLO. Sono centoventiquattro i voti che hanno decretato la sconfitta della lista “Fare insieme”, civica supportata dal centro sinistra. Una sconfitta che brucia e che fa riflettere. Simone Tassinari, candidato sindaco e da oggi all’opposizione in consiglio comunale insieme ai compagni di lista Giancarlo Pincelli e Graziano Tartari, che rispettivamente hanno avuto 276 e 223 voti, non ha ripianti. Dopo una serata passata nella sede di San Carlo insieme ai suoi sostenitori, tra cui il consigliere regionale Marcella Zappaterra e il segretario provinciale Luigi Vitellio, Simone Tassinari tira le fila di ciò che è stato: «Io e la mia squadra non abbiamo mai sottovalutato i nostri avversari. Sapevamo che Lodi, in particolare, era un candidato temibile e ben presto nell’arco della serata (domenica per chi legge, ndr) si è delineato un testa a testa tra noi e loro che, alla fine, ha premiato loro».

Il candidato di centrosinistra, che all’epoca delle larghe intese aveva ricoperto la carica di vicesindaco quando era Fabrizio Toselli il primo cittadino di Sant’Agostino, in tutti i seggi ha vinto o perso di poco nella lotta con Terre Unite ma, al seggio tre di Sant’Agostino tra le due liste un abisso: Lodi batte Tassinari 250 a 138. «Sant’Agostino è un paese conservatore, una piazza complessa e sapevo che avrei incontrato difficoltà. Me ne ero già reso conto ai tempi del referendum per la fusione, operazione che lì, ancora non viene vista proprio di buon grado». Sulla spaccatura che c’è stata all’interno del Pd e la corsa in solitaria di Angela Poltronieri poi, Tassinari dice di non avere rimpianti perché «non ho mai visto nell’altra parte la volontà di collaborare». Il distacco tra i due, fin dall’inizio ha fatto presagire una dispersione di voti. Se fossero stati uniti e compatti infatti, il centrosinistra avrebbe probabilmente potuto vincere. Ma la storia non si fa con i se e dunque, Tassinari è all’opposizione e la Poltronieri fuori dal consiglio. «Continueremo a fare la nostra parte, proporremo le nostre idee e vigileremo sull’operato dell’amministrazione cercando di fare un’opposizione attenta, accurata e soprattutto costruttiva». Dopo una notte amara anche Vitellio riflette sul risultato ottenuto e afferma: «A Terre del Reno abbiamo pagato una malattia troppo diffusa in politica: il personalismo. Nell’Alto Ferrarese abbiamo bisogno di una sfida collettiva, di costituire un cantiere politico». E poi l’affondo sull’ex sindaco di Mirabello: «Mai come questa volte le ambizioni di un ex dirigente hanno fatto male ad un progetto complessivo, dobbiamo dotarci degli strumenti necessari affinché ciò non accada più». Note di soddisfazione e rammarico allo stesso tempo arrivano anche da Rita Cinti Luciani (Psi): «Siamo felici per l’ingresso in consiglio di Luciano Tartari (sindaco di Sant’Agostino dal 1985 al ’92, ndr). Come socialisti - dice la Luciani - abbiamo cercato ancora una volta di dare il nostro contributo e sostegno. Dispiace per le divisioni che si sono create e che non hanno fatto bene al centrosinistra. Questo risultato deve portare a riflessioni serene, ma doverose, affinché il centrosinistra possa ricompattarsi e tornare ad essere protagonista».

Samuele Govoni

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