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«È nata morta, l’avrei tenuta» 

«È nata morta, l’avrei tenuta» 

Migliarino, oggi l’autopsia sul corpicino nascosto in freezer. Migliorano le condizioni della madre

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MIGLIARINO. Sta meglio, sia dal punto di vista fisico che psicologico, è ricoverata nel reparto di Ginecologia, fuori pericolo da giorni dopo la sepsi devastante che poteva ucciderla. Ma il dramma della bimba nel freezer e della madre che l’ha partorita, Mirka Rolfini, 40anni, continua, anzi da oggi per lei inizia una sorta di “resa dei conti”. Questa mattina alle 9 la pm Isabella Cavallari darà l’incarico al medico-legale Rosa Maria Gaudio di svolgere l’autopsia sul corpo della bambina partorita: tre chili di peso, 7/8 mesi, ben formata e dunque a gravidanza avanzata se non quasi a termine. Il medico legale dovrà dare una risposta che cambierà la vita di Mirka Rolfini: indicare agli inquirenti se la bambina è nata viva o morta, insomma se si sia trattato di un aborto spontaneo, oppure nel caso fosse nata viva senza che la donna ne avesse consapevolezza (ha sempre detto di non aver saputo di essere incinta), se possa essere morta poi in un incidente, colpita o schiacciata, poiché la donna ha riferito di essere svenuta e caduta a terra, battendo la testa contro il termosifone.

Dunque le risposte della dottoressa Gaudio dovranno confermare o meno quale ipotesi accogliere o scartate: omicidio (reato per cui è indagata la donna, con quello di occultamento, averla messa nel freezer), incidente (la caduta e poi eventualmente lo schiacciamento o altro) e la morte naturale, un aborto spontaneo.

È bene dire però che se l’incarico sarà dato oggi, gli esami tecnici cominceranno solo e soltanto giovedì con la Gaudio e il consulente della difesa (Matteo Tudini). Lei, Mirka Rolfini continua a dire che la bimba è nata morta, che non vi sarebbe stato nessun motivo per non accettarla ma dovrà spiegare altre cose: perché ha negato il suo stato al pronto soccorso, non dicendo che aveva partorito una bimba morta e perché l’aveva poi messa nel freezer. Aspetti su cui gli i difensori Pieraccini e Guerzoni puntano per valutare, in una perizia, le capacità di intendere e volere nel momento del parto e in quelli successivi, dovuta ad uno choc frequente in chi partorisce in questo modo. (d. p.)



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